domenica 29 maggio 2011

CAGLIOSTRO: TESTO TEATRALE, RAPPRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS



“CAGLIOSTRO" è una raccolta inedita di scritti adattati da Alberto Macchi per il Teatro, in lingua italiana, a Roma nell'anno 2006. La raccolta comprende le vicende di Giuseppe Balsamo nelle varie Corti e Stati d'Europa come in "Cagliostro a Varsavia", "Cagliostro a Parigi", "Cagliostro a Londra", "Cagliostro in Italia", "Cagliostro in Spagna", "Cagliostro in Svizzera" e così via.

DALL'IDEA, ALLA STESURA DEL TESTO, ALLE RAPPRESENTAZIONI

Anno 2008
- Lettura Drammatizzata del testo teatrale «Cagliostro» di Alberto Macchi, con l’attore Mauro Bisso, presso il Teatro «Delle Emozioni» a Roma. Al Termine dibattito.
Anno 2009
- Lettura Drammatizzata del testo teatrale «Cagliostro» di Alberto Macchi, presso il Teatro «Enrico Marconi» di Varsavia.
- Prove aperte dello spettacolo teatrale «Cagliostro», testo e regia di Alberto Macchi, con l’attore Guido Ruvolo e Angela Sołtys, al Teatro «Enrico Marconi» di Varsavia.
Anno 2010
- Lettura Drammatizzata del testo teatrale «Cagliostro» di Alberto Macchi, a Varsavia, presso la Sala Conferenze dell’Associazione «Italiani in Polonia».
Anno 2011
- Lettura Drammatizzata del testo teatrale «Cagliostro» di Alberto Macchi, presso il Teatro della «Vistula University» a Varsavia.
Anno 2012
- Prove, prime letture, dello spettacolo teatrale "Cagliostro" al Teatro piccolo della Galeria Freta di Varsavia.
 
Anno 2013
- Performance ispirata a "Cagliostro" al Teatro grande della Galeria Freta di Varsavia durante gli incontri del venerdì con la Compagnia "Esperiente".




Anno 2015
- Scena di Cagliostro nello spettacolo "Casanova i inni" al Teatro del Museo di Lazienki Krolewskie a Varsavia.






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Scena: Wola k. Warszawy, wiosna 1780 rok. Jesteśmy w rezydencji hrabiego Moszyńskiego. Nad platformą, pod światło pojawia się Cagliostro z jego zapaloną fajką w ustach. Cagliostro mówi w języku włoskim. Mmoszyński przetłumaczone na język polski

CAGLIOSTRO: Compagni di Varsavia, gente di Polonia, ascoltate! È ora che anche voi polacchi, come ho già detto alle altre genti d’Europa, conosciate tutta la verità sulla mia straordinaria vita, che per colpa di qualche malalingua potrebbe andare così improvvisamente in malora! (Pausa) Lo so, con questo nome, Cagliostro, già di per se arcano, sono e sono stato per tutti, in Europa, un personaggio scomodo, un uomo misterioso a cui avrebbero fatto difetto la modestia e l'onestà.
MOSZYŃSKI: (Tłumaczy) Polacy! Moi warszawscy uczniowie, słuchajcie! Nadszedł czas, abyście i wy, jak i inne narody Europy, poznali całą prawdę o moim niezwykłym życiu, która mogłaby zostać zniweczona przez kilka złych języków! (Przerywa) Wiem, że z powodu mojego własnego nazwiska, Cagliostro, które samo w sobie jest zagadkowe, byłem i jestem dla wszystkich w Europie osobą niepożądaną, tajemniczą i złowrogą, niezdolną do skromności i uczciwości.
CAGLIOSTRO: Io invece mi ritengo un uomo estremamente sincero, soprattutto con me stesso, con eccellenti poteri occulti ed ho, dovunque sono stato, compiuto miracolose guarigioni. Ho avuto ed ho, peraltro, il dono della preveggenza. In gioventù sono stato un valido disegnatore e pittore, un commediante; oggi sono un esperto alchimista, nonché un falso, ma valente medico. Insomma ho osato ed oso quello che i comuni mortali solitamente non osano! Mi sono “dilettato” a far più cose divenendo così un ottimo medico dilettante, un ottimo alchimista dilettante, un ottimo, se vogliamo, avventuriero dilettate, quasi un Casanova, ma con una moglie al seguito. Io ho avuto il coraggio di mettere in discussione le regole, il perbenismo, ecco perché mi sono attirato l'odio, la diffidenza, lo scetticismo di certi potenti, o meglio “pre-potenti” (Ride vistosamente).
MOSZYŃSKI: Tymczasem ja uważam, że jestem człowiekiem absolutnie szczerym, zwłaszcza wobec siebie, wyposażonym w niewidzialne moce, któremu, gdziekolwiek bym nie był, zdarzało się dokonywać niezliczonych cudownych uzdrowień. Poza tym miałem i mam dar przewidywania przyszłości. Za młodu byłem cenionym rysownikiem i malarzem, komediantem; dziś jestem sławnym alchemikiem i lekarzem, wprawdzie nie szkolonym, ale skutecznym. Byłem i jestem tak zuchwały, jak żaden ze zwykłych śmiertelników! Zabawiałem się robieniem wielu rzeczy, i tak oto stałem się znakomitym lekarzem-dyletantem, znakomitym alchemikiem-dyletantem, znakomitym, jeśli można tak powiedzieć, awanturnikiem-dyletantem, niemal Casanową, ale wożąc zawsze ze sobą swoją żonę. Miałem odwagę poddawać w wątpliwość wszelkie reguły, fałszywą moralność, oto dlaczego wzbudziłem nienawiść, podejrzliwość, sceptycyzm niektórych możnych, a nawet przemożnych osób (Wybucha gwałtownym śmiechem)
CAGLIOSTRO: Andando contro corrente, ho pagato duramente la mia diversità. Ma devo dire che durante tutta l’esistenza, in vero, non sono stato soltanto vituperato o perseguitato, giacché ritengo di essere stato anche ammirato e osannato. Certo, sono andato a proporre il mondo dell'occulto e dell'inconoscibile, in questo secolo dei Lumi, proprio nel secolo della chiarezza e della ragione! Però così mi son potuto sentire libero nel corpo e nella mente. Ho ricercato la vera Saggezza perfino nei misteri della civiltà dell’antico Egitto. Tutta la mia vita è stata improntata su un unico pensiero: dominare la morte, questo perché, ritengo che tutto si muove in virtù di essa e forse dell'ossessione e della paura che ne deriva al solo pensiero.
MOSZYŃSKI: Podążając zawsze pod prąd, płaciłem wysoką cenę za moją inność. Muszę jednak powiedzieć, że nie byłem przez całe życie prześladowany, a nawet przyznać, że nieraz mnie podziwiano i wychwalano. Tak, byłem gotów szerzyć wiedzę o świecie tajemnym i nierozpoznanym w tym oto stuleciu Swiateł, stuleciu filozofii i rozumu! Ale dzięki temu mogłem poczuć się wolnym w ciele i umyśle. Poszukiwałem prawdziwej Mądrości docierając nawet do tajemniczych misteriów starożytnego Egiptu. Ale całe moje życie naznaczone zostało jednym tylko piętnem: pokonaniem śmierci, dlatego że według mnie wszystko w świecie porusza się wokół niej i wokół obsesyjnego lęku, który wywołuje samo jej wspomnienie.
CAGLIOSTRO: In verità non mi chiamo Cagliostro, quello era il cognome di un lontano mio zio. Il mio vero nome è Balsamo, Giuseppe Giovanbattista Vincenzo Pietro Antonio Matteo,... Balsamo. Ma “balsamo” significa unguento, crema, pomata. Col mio mestiere, secondo voi, avrei potuto portare un tale cognome? Sarebbe sembrato più un soprannome che un cognome. Ora potete capire l’esigenza di trovarne uno più appropriato. E Cagliostro, da “Callosto” ovvero “Vascello”, dato che “navigo” continuamene per l’Europa, m’è sembrato il più idoneo. E poi Cagliostro proviene anche da “caglio”, un prodotto acido che ha il potere di “trasformare”, come me che opero trasmutazioni, il latte in formaggio. Nativo di Palermo, in Sicilia, del segno zodiacale dei Gemelli, con una madre di nome Felicia e con un padre di nome Pietro, mercante di stoffe; ecco, sono queste, le mie origini. Anche se poi qualcuno mi attribuisce origini ebraiche.
MOSZYŃSKI: Naprawdę nie nazywam się Cagliostro, było to nazwisko mojego dalekiego stryja. Moim prawdziwym nazwiskiem jest Balsamo, Giuseppe Giovanbattista Pietro Antonio Matteo,... Balsamo. Ale “balsamo” oznacza “balsam”, a więc maść, krem, pomadę. Ale czy uprawiając mój zawód mogłem nosić podobne nazwisko, które przypominałoby raczej przydomek niż nazwisko? Możecie zatem zrozumieć, dlaczego musiałem wymyślić sobie inne, bardziej zdatne do okoliczności. Urodziłem się w Palermo, w znaku Blizniąt, z matki o imieniu Felicia i ojca imieniem Pietro, handlarza jedwabiem. Takie oto były moje początki, nawet jeśli niektórzy przypisują mi żydowskie pochodzenie.

Anno 2017
- Cagliostro a Varsavia > Scena interpretata da Enrico Buscema, durante la serata "Divertissement", dell-8 marzo, dedicata alla Festa della Donna. presso il Teatro della Galleria Freta a Varsavia.
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OKRASZEWSKI: (Vfc) Człowiek w każdym stuleciu podlegał czarom. Ten lekarz, Cagliostro, którego widzisz, wykorzystywał swoje: badał człowieka i jako wielki czarodziej oparł swoje cuda na ciemnocie ludziej
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"Cattura del Cardinale di Roan", incisione del XIX secolo.

"Ritratto di Cagliostro", incisione del XIX secolo.

 Enrico Buscema nella parte di Cagliostro

Cast di "Casanova i inni", drammaturgia e regia di Alberto Macchi al Teatro del XVIII secolo
di Lazienki in Varsavia

GIUSEPPE GIOVANBATTISTA VINCENZO PIETRO ANTONIO MATTEO BALSAMO (Palermo 2/6/1743 – San Leo 26/8/1795). Istrione, Filantropo, Viaggiatore particolare del Grand Tour che procede contro corrente, Principe dei Principi senza princìpi. Nasce da Felicia Bracconieri e da Pietro Balsamo, mercante di stoffe. Viene battezzato nella Cattedrale di Palermo. Suo padre muore pochi giorni dopo la sua nascita per cui viene affidato alle cure di uno zio materno. Questi però lo sistema presso il Seminario di San Rocco a Palermo. A 13 anni entra come novizio nel Convento dei Fatebenefratelli di Caltagirone. Qui è assistito da un frate speziale che lo indirizza verso lo studio dell’Alchimia e delle Arti Mediche. Studia le teorie sul Magnetismo del Dott. Mesmer e segue per un periodo gli esperimenti del Principe di Sansevero. A 25 anni è a Roma dove, il 6 aprile del 20768 incontra e sposa subito Lorenza Feliciani, un splendida e fanciulla di soli 15 anni, figlia di un fonditore. Giuseppe, insieme a Lorenza, sua complice, inizia immediatamente a far ricorso alle sue prime mistificazioni. Nel 1769 i due sposi sono ad Aix-en-Provence, dove incontrano Giacomo Casanova. Nell’estate del 1771 si recano a Londra, ma qui lui finisce in prigione per debiti. Scontata la pena, la coppia si trasferisce a Parigi. Qui lei tradisce suo marito con un certo avvocato Duplessis, per cui, denunciata, stavolta è lei, nel 1773, a finire in una prigione per donne di malaffare. Una volta libera, Lorenza si riconcilia con suo marito. Quindi i due intraprendono insieme un nuovo viaggio che li porterà in Belgio e in Germania prima, e a Palermo poi. Nel 1775 sostano a Napoli diretti a Marsiglia. In questa città francese Giuseppe si propone nella veste di taumaturgo, per cui inizia a mettere in pratica i suoi primi riti magici. Presto però sarà costretto a fuggire con la sua sposa e con suo cognato in Spagna. Da qui arrivano a prima Venezia, poi ad Alicante per stabilirsi nel 1776 a Cadice, facendo uso di nomi falsi e titoli millantati, come quello di “Cavaliere”, “Conte di Fenix”, “Conte Harat”, “Marchese Pellegrini”, “Marchese D’Anna”, “Marchese Balsam”, “Principe di Santa Croce”. Da Cadice la coppia di sposi si trasferisce a Londra e qui Giuseppe assume il nome di “Alessandro Conte di Cagliostro”, mentre Lorenza si fa chiamare candidamente “Serafina”, come un angelo del Paradiso. In Inghilterra i due entrano a far parte della Loggia Massonica “La Speranza”, ma Cagliostro presto finisce in prigione per truffa. Però, appena scontata la pena e tornato libero, fonda egli stesso una nuova Loggia Massonica di “Rito Egizio” con lui stesso a capo, col titolo di “Gran Cofto”. Serafina in quell’occasione assume il titolo di “Regina di Saba”, come presidentessa delle donne. Cagliostro e Serafina nel 1777 intraprendono un viaggio che li porterà da Londra, all’Aia, a Berlino, in Curlandia e a Pietroburgo accumulando una infinità di successi morali e materiali. A Pietroburgo Cagliostro riesce addirittura a far credere d’aver resuscitato un bambino morto; per cui nel 1780, quando arrivano in Polonia, vengono accolti alla Corte di Varsavia, in maniera trionfale dallo stesso Re Stanislao Augusto. Ecco qui di seguito la “Cronologia del soggiorno di Cagliostro a Varsavia” (tratta dal libro di Michał Otorowski, Cagliostro w Warszawie. Alchemia lansu, Warszawa 2007):
8 maggio, lunedi
Cagliostro arriva con la moglie a Varsavia; si fermano nel Palazzo del Principe August Poniński dove ottengono un appartamento.
9 magio, martedì
Cagliostro offre al Principe Adam Poniński un pomello di bastone d’oro. Il principe contraccambia con un anello. Cagliostro rinuncia dicendo che non accetta mai regali da nessuno.
9-14 maggio
Cagliostro e sua moglie si riposano dopo le fatiche del viaggio.
14 maggio, domenica
La festa di Pentecoste.
Ipotetica data della prima Conferenza di Cagliostro.
15 maggio, lunedì
Secondo giorno della festa di Pentecoste
Seduta Spiritica nel Palazzo di Poniński con la partecipazione di una medium chiamata da Cagliostro “la Colomba”. Probabile data della festa organizzata in onore di Cagliostro.
15 maggio-7 giugno
Altra Seduta Spiritica. Moszyński indaga circa le due “Colombe”. Scopre la truffa.
4 giugno, domenica
Cagliostro si chiude per tutta la notte dentro il suo laboratorio, per parlare con le anime.
5 giugno, lunedì
Cagliostro proibisce ai suoi allievi d’entrare nel suo laboratorio, avvertendo che se entrassero correrebbero dei rischi a causa dei segni cabalistici ch’egli ha disegnato sul pavimento.
6 giugno, martedì
Cagliostro consegna al re il memoriale scritto da Okraszewski Explication du terme Pierre Philosophale e la lettera con la domanda di mantenere l’assoluta discrezione e con la promessa di portare un altro memoriale (Atti chimici).
7 giugno, mercoledì
L’inizio degli esperimenti chimici a Wola. La sera Cagliostro fa vedere a Poniński e ai suoi amici la trasmutazione del piombo in oro.
8-9 giugno
Moszyński analizza l’oro e scopre che questo è una truffa
10 giugno, sabato
Cagliostro fa la messa in scena dell’arrivo dall’aldilà del Grande Cofto Egizio
12 giugno, lunedì
Gli ospiti (allievi) raccolti a Wola annotano le ricette di Cagliostro.
13 giugno, martedi
Dalle ore 4 di mattina Moszyński fa la vigilanza alla Lampada del Fuoco Sacro e intanto verifica le ricette di Cagliostro.
14 giugno, mercoledì
Okraszewski invia il memoriale L’obiettivo della sapienza, il più importante. In una lettera allegata avverte degli intrighi di Moszyński e consiglia come far arrivare senza rischi la lettera al re. Durante tutto il giorno Cagliostro è irritato e nervoso.
15-21 giugno
Stanisław August consegna tutti e due i memoriali a Moszyński chiedendogli di fare una verifica. Moszyński consiglia al re di ricevere Cagliostro e fare pressione su di lui perché mantenga le sue fantasiose promesse.
15 giugno, giovedì
Cagliostro versa nel forno l’acido che dovrebbe accelerare l’ultima fase della Grande Opera. Avverte che il Diavolo sta minacciando tutta l’operazione. Dipinge allora segni cabalistici nella stanza.
16 giugno, venerdì
Cagliostro litiga con sua moglie.
17 giugno, sabato
Cagliostro invita Moszyński ad essere più zelante ed evoca le anime dall’aldilà, per non riesce nell’operazione.
18 giugno, domenica
Agli allievi raccolti a Wola arrivano pettegolezzi da Warsavia, con commenti negativi nei confronti di Cagliostro. Moszyński custodisce la fermentazione chimica in atto nel laboratorio.
19 giugno, lunedì
Moszyński riceve l’ordine di comprare lunedì, prima del levar del sole, una pergamena (senza badare al prezzo) che servirà per farvi apporre il cosiddetto Timbro degli Angeli.
20 giugno, martedì
La Pergamena viene portata al laboratorio. Cagliostro aggredisce Moszyński definendolo “Mostro”.
21 giugno, mercoledì
Cagliostro apprende da un suo confidente, che il Re consultava i suoi memoriali con Moszyński.
22 giugno, giovedì
Moszyński non scrive nessuna nota a questa data.
23 giugno, venerdì
La mattina Cagliostro non accetta di parlare con due dei suoi allievi. Minaccia la chiusura della Loggia. Nel pomeriggio convoca un’assemblea seduta per dissipare i dubbi di Moszyński. Si concilia con lui. Ordina a lui di trasferire il contenuto dell’Uovo Filosofico dentro un recipiente più grande.
24 giugno, sabato
Cagliostro accusa Moszyński di aver rubato parte del contenuto dell’Uovo. Questo fatto non fa che accrescere la credibilità di Cagliostro. Gli allievi si entusiasmano. Cagliostro, evidentemente non soddisfatto dalla mediazione di Okraszewski invita gli allievi a cercare un altro mediatore a Corte. Mostra ad uno dei suoi allievi l’immagine d’un bambino dentro l’Uovo. Quando Cagliostro esce dal laboratorio, Moszyński scopre proprio davanti agli allievi questa truffa.
25 giugno, domenica
La mattina Moszyński mostra agli ospiti i resti del crogiolo che Cagliostro ha cambiato durante l’operazione del 7 giugno, ritrovati dietro di un cespuglio in giardino. Però soltanto una parte degli allievi crede a Moszyński. Durante la cena Cagliostro lusinga Moszyński, promette di rivelare nuovi segreti e di ripetere l’operazione. Alla fine promette anche di fare una spettacolare trasmutazione, i cui risultati destinerà alle opera pie di Varsavia. Dopo di che lascerà Varsavia umiliata partendo sopra un Drago di Fuoco. Moszyński si accorda con i suoi seguaci.
26 giugno, lunedì
Cagliostro rompe le sedute a Wola. Ad uno dei suoi allievi – probabilmente Okraszewski – lascia una Mistura a riprova della sua onestà e perché questi possa continuare l’esperimento ormai iniziato.
27 giugno, martedì
Moszyński scrive una sua relazione.
27 giugno-10 luglio
Poniński è deluso dell’insuccesso delle operazioni esoteriche, ma ha un rapporto intimo con la moglie di Cagliostro. Moszyński divulga questa sua relazione, ma non trova l’appoggio della Società dei Massoni. Scrive una commedia dal titolo “Il Grande Cofto” e gira, leggendo questo suo testo, per i salotti di Varsavia ottenendo un certo successo.
10 luglio, lunedì
Poniński scaccia Cagliostro dal suo appartamento. Cagliostro lascia Varsavia.
19 settembre, martedì
Cagliostro e sua moglie entrano a Strasburgo ricevuti con grande festeggiamenti.
Nel gennaio dell’anno successivo Cagliostro e Serafina sono a Strasburgo in Francia, poi in Svizzera, a Napoli e di nuovo in Francia a Bordeaux e a Lione. Il 30 gennaio 1785 si stabiliscono a Parigi. Ma qui entrambi sono coinvolti nel famoso “Affaire du collier de la reine”, per cui tutti e due vengono rinchiusi nella Bastiglia. Si celebra il processo e vengono assolti ambedue. Allora riparano a Londra. Da qui però riprendono a peregrinare; quindi raggiungono Aix in Savoia, Torino, Genova, Rovereto Trento, sempre esercitando l’attività di guaritore e di mago lui e di assistente lei. Nel 1789 sono a Roma. Nella Città Eterna Lorenza, istigata dai parenti, denuncia suo marito al Sant’Uffizio, ma finisce che Papa Pio VI ordina l’arresto di entrambi, per cui l’uno viene rinchiuso a Castel Sant’Angelo e l’altra presso il Convento di Santa Apollonia in Trastevere. Il 7 aprile 1791 il Tribunale della Sacra Romana Inquisizione condanna Giuseppe Balsamo alla pena di morte, mentre Lorenza Feliciani invece viene assolta. Poi però la condanna per lui viene commutata in carcere perpetuo da scontare nella Fortezza di San Leo e per lei l’assoluzione si traduce in domicilio forzato dentro il Convento stesso di Santa Apollonia. Tutti i libri, gli strumenti dei prodigi e gli oggetti massonici appartenuti al Conte di Cagliostro vengono bruciati pubblicamente in Piazza della Minerva a Roma. Dopo quattro anni di agonia terrificante, Giuseppe Balsamo muore in preda alla follia nella sua angusta cella senz’aria e senza luce, praticamente murato vivo. Sepolto in terra sconsacrata, il suo corpo non verrà più ritrovato (Articolo di Alberto Macchi, col contributo di Angela Soltys, per "Gazzetta Italia", Settembre 2011, nella Rubrica "Italiani in Polonia nei Secoli).

"Cagliostro"
Incisione acquarellata del XIX secolo

"Il Ciarlatano"
Incisione di Helmann del 1777

"Arresto del Cardinale di Roan"
Articolo con un'incisione su un giornale di Parigi del 1875

RASSEGNA STAMPA:

Alberto Macchi, Cagliostro, [in:] "Gazzetta Italia", Varsavia, 7-8/2011 


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Sono un appassionato di ricerche sul "Grand Tour e sulle Accademie dell'Arcadia e di San Luca nel XVIII secolo". Vivo in Italia ed in Polonia dove, di tanto in tanto, AMO VIAGGIARE NELLO SPAZIO E NEL TEMPO. Chiunque, residente in uno di questi due paesi, nutra la mia stessa passione, può contattami per un incontro in cui condividere e scambiarsi esperienze, foto, opere, documentazioni raccolte a tutt'oggi e magari per concordare un'eventuale escursione, tra realtà e immaginazione, da fare insieme successivamente.



0.108 - 15.1.15

STANISLAO BRZOZOWSKI: TESTO TEATRALE, RAPPRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS



“STANISLAO BRZOZOWSKI" è un Dialogo Teatrale inedito, scritto da Alberto Macchi in lingua italiana, a Varsavia nell'anno 2011.

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Scena Prima: NON SONO MAI STATO UN GENIO, IN FUTURO PERO' ... CHISSA’?

 

Firenze 1910. Stanislao Brzozowski (1), sepolto dai suoi libri, è nel suo studio, seduto alla scrivania.

 

STANISLAO: (Tra sé e sé) Prima cura, ultima Paura? Il Dolore più grande era quello ch’io mi procuravo con la Paura. Che poi, benché il Dolore mi portasse a evocare la Morte, io dal Dolore non sapevo liberarmi. E mi dicevo: "Purché la Morte mi colga da vivo, di morire non ho Paura. Però, come dice qualcuno, quando accadrà, io non vorrò esserci. E che la Morte mi colga mentre vivo la Paura, quando cioè mi sento protetto dall’Istinto per il Male"! Certo, mi sentirei più al sicuro rifugiato nella Follia. Ma la Follia, quella non m’appartiene...

La Follia è una Virtù esclusiva dei geni! La Follia, non sa distinguere tra Bene, Male, Paura..., Dolore. Io, invece, distinguo, ah sì, se distinguo! Io analizzo, discerno, penso. Certo è: vorrò essere sepolto a Firenze, accompagnato da una copia della Divina Commedia. Io che, benché sposato per amore con mia moglie Antonina, benché padre felice di mia figlia Anna Irena, benché amico di amici, oggi vivo, qui a Firenze, in uno stato di precarietà economica totale, da sempre minato dalla tubercolosi, lontano dalla mia Polonia, umiliato da compatrioti diffidenti e fiorentini indifferenti. Imprigionato per la mia attività politica, fu proprio in prigione, nel 1898, che contrassi la tubercolosi. Per questo restai ricoverato in sanatorio per due anni. Mi recai poi a Nervi, in Italia, in Liguria, in modo da potermi curare in un clima dall’aria balsamica per la sua vegetazione e dall’aria piena, salmastra pel suo mare spumeggiante. E vi tornai ancora tre anni e, di nuovo, cinque anni più tardi. Ma a Nervi accadde un fatto sconcertante: fui avvicinato da un Membro del Partito Socialista Polacco il quale apparentemente premuroso, per prima cosa accarezzò mia figlia, ancora bambina. Poi mi sorrise con un’aria minacciosa e quindi scomparve. Ebbene costui era stato inviato da Varsavia, dal PPS con il precipuo incarico di valutare la possibilità di uccidermi, cosa che confessai allarmato al mio amico Witold Klinger, nella mia lettera del 1909. E ancora sfuggii, per puro caso, ad un attentato. Questa è stata, in sintesi, la mia vita esteriore: la tubercolosi, un matrimonio, una figlia, la lontananza dalla mia Polonia in un totale stato di povertà, io – prodotto d’una povera famiglia piccolo-borghese – solo con me stesso, tra l’indifferenza e la diffidenza degli altri. La mia vita interiore, invece, ve la lascio immaginare: passione per la critica, per la filosofia, per la politica, quindi tutto un tormento. E paura, alternata a sprazzi di coraggio. Se non avessi avuto da occuparmi dei miei scritti, che senso avrebbe avuto la mia esistenza di marito inabile, di padre incapace, di amico senza più un amico, di nicciano-marxista-cattolico, di uomo "Solo tra gli uomini" “Sam wśród ludzi”?


0.011 - 15.1.15


martedì 24 maggio 2011

LETTURE: TESTO TEATRALE, RAPPRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS




"LETTURE", Pensieri Teatrali in lingua italiana, di Alberto Macchi, tratti da suoi articoli, saggi, versi, scritti tra il 1958 e oggi. Inediti.

Scena Unica: PENSIERI
Roma 2007. Lui è nella sua biblioteca, in casa, che rassetta i suoi libri.
LUI: Una domenica mattina, di quelle assolatissime e calde d’autunno lungo la ripa del Tevere, io, come succede spesso, stavo passeggiando in compagnia del mio io. Sereno guardavo quanto accadeva intorno. Improvvisamente, ispirato dalla presenza di una lucertola che al mio passare è fuggita per andarsi a rintanare dentro una fessura fra due lastre di travertino d’un muretto, ho smesso di guardare e mi sono limitato a vedere per continuare a passeggiare. E mi sono domandato: “Possibile che io stia diventando sempre più sensibile a tutto ciò che mi circonda? Sempre più vulnerabile? Se, con la vecchiaia andassi peggiorando, succederà che un giorno chiunque potrebbe minacciarmi o utilizzarmi come suo capro espiatorio. Non credo sia necessario che continui ad accollarmi la responsabilità di tutti per tutti i mali del mondo. Basta col Complesso d’Atlante! Per questo mi sembra ci sia stato già qualcuno, prima di me che, venuto da lontano, l’abbia già fatto. Questo qualcuno - Cristo! (Si da un colpo con la mano sulla fronte) …ora non mi viene il suo nome – insomma qualcuno che ad Eboli disse, ribadito poi da Caterina da Siena, “Quand’io fui circonciso, tanta carne si levò nella circoncisione quanta è una estremità d’uno anello, in segno che, come sposo, intendevo sposare l’umana generazione”. Poi ecco che è passato un gabbiano, allora immediatamente ho smesso di vedere e son tornato a guardare. Ho visto l’acqua del fiume, come d’argento, che ondeggiava al passare d’una feluca con una vela fatta di tela di sacco. Ma è successo che di nuovo ho smesso di guardare e mi sono limitato a vedere, perché mi è tornata in mente la frase “Morte non sperare di portarti via un uomo vinto, un corpo morto. Dovrai strapparmi da questa terra con tutte le tue forze… vivo!”, ovvero l’estremo grido di Caravaggio, prima di stramazzare a terra cadavere sulla spiaggia della Feniglia. A questo punto una donna che mi ricordava un po’ mia madre, che procedeva appena dietro di me, e che evidentemente aveva potuto ascoltare ogni mia parola, m’ha chiesto: “Signore, voi non state mica parlando al cellulare?” “No, Signora!” rispondo io. “Non è che allora…; non vi sentite bene?” ha aggiunto lei. “Perché, sto considerando ad alta voce, cose sulla vecchiaia e sulla morte?” mi affretto a chiedere. Ma poi davanti al suo silenzio, aggiungo: “Forse, chissà, vedete, stavo ripassando lo Spirito, come faccio quasi ogni giorno, nella speranza di migliorarlo!? Allora lei ”Badate Signore, come scrisse nel Settecento un tale Paolini, ‘Spesso per migliorare lo spirito si corrompe il cuore’. E Credo che quel buonuomo non avesse poi tutti i torti”. “Sono d’accordo con lei Signora” mi affretto a chiarire. E la donnina: “Infatti! Con certi esempi, oggi!”.


0.006 - 15.1.15

domenica 22 maggio 2011

LETTURE DRAMMATIZZATE: TESTO TEATRALE, RAPPRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS



"LETTURE DRAMMATIZZATE", Elenco dei Testi Teatrali scritti da Alberto Macchi o Testi di altri autori da lui adattati per il Teatro, in lingua italiana, inglese, francese o polacca; a Roma, a Losanna, a Londra, a Parigi, a Hong Kong, a Nairobi, a Rio de Janeiro, a Cracovia, a Varsavia, dal 1958 ad oggi.

PROPOSTA DI LETTURE DRAMMATIZZATE
DELLE SEGUENTI OPERE TEATRALI DEL DRAMMATURGO E REGISTA ALBERTO MACCHI
da realizzare nelle Scuole, nei Musei, nelle Biblioteche, nei Teatri, nei Palazzi patrizi, nelle Ville storiche
oppure in occasione di Feste, Manifestazioni, Eventi, Conferenze

ITALIA:

- Caravaggio - dramma, scritto di concerto con la Prof.ssa Mina Gregori, che ripercorre la vita tumultuosa di Michelangelo Merisi, pittore milanese del XVI-XVII secolo, con particolare attenzione al periodo romano del protagonista. Questa rappresentazione ha debuttato a Roma nel 1992 presso il Teatro Centrale, in concomitanza con la Mostra di Caravaggio a Palazzo Ruspoli e ha replicato al Centre Saint Louis de France, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, nonché nella Sala Stenditoio del Complesso di San Michele a Ripa del Ministero dei Beni Culturali, sempre a Roma. Poi lo spettacolo, per i successi riportati un po’ dovunque, è stato insignito del Premio Club UNESCO di Trapani. Il testo, con la prefazione della Prof.ssa Stefania Macioce, nel 1995 è stato pubblicato a Roma dalla Editrice AETAS. Esso è stato apprezzato dal Prof. Krzysztof Żaboklicki dell’Università di Varsavia e dal Prof. Stanisław Widłak dell’Università Jaghellonica di Cracovia, nonché dalla Prof.ssa Maria Josep Balsach dell’Università di Gerona. Ultime messe in scena in Italia e all’estero, nell’anno 2010, in occasione delle Commemorazioni per il IV Centenario della sua morte;

- Carlo Dolci – monologo che racconta la vita del pittore fiorentino del XVII secolo, con particolare attenzione all’anno 1635, momento in cui l’artista stava realizzando, ad olio su tela, uno dei suoi primi ritratti del Cristo Ecce Homo. Questo testo è stato pubblicato a Roma nel 2004, dalla Colosseo Editrice, con la prefazione del Prof. Maurizio Marini ed è stato rappresentato sia a Roma presso la Chiesa di Sant’Andrea al Quirinale che a Tarnów in Polonia presso il Museo Regionale dov’è conservato appunto quel quadro originale dell’Ecce Homo;

- Pompeo Batoni – monologo che ripercorre la vita di questo pittore, autore, fra l’altro, del Sacro Cuore di Gesù, immagine venerata dai cattolici in ogni chiesa del mondo e presente in ogni loro casa. Il dipinto originale è ancora esposto presso la Chiesa del Gesù a Roma. Questa pièce teatrale prende in esame in particolar modo la vecchiaia del protagonista facendo un’analisi di tutti i problemi di quest’ultima età della vita e ci trasporta nel mondo romano del XVIII secolo. Il presente testo drammaturgico, è stato apprezzato dal Padre Gesuita Massimo Taggi S. J. Direttore Nazionale dell’Apostolato della Preghiera ed è stato pubblicato a Roma dalla Colosseo Editrice nell’anno 2005, con la prefazione di P. Casimiro Przydatek S. J. della Chiesa del Gesù;

- Beato Angelico – Giovanni da Fiesole – testo apprezzato dalla Dott.ssa Magnolia Scudieri Direttrice del Museo di San Marco a Firenze, pubblicato con la presentazione di P. Innocenzo Venchi O. P. Postulatore Generale dei Domenicani e con la prefazione dell’autore e regista teatrale Pippo Di Marca, dalla Editrice AETAS di Roma nel 2005, già messo in scena nella Chiesa di San Stanislao di Polacchi e nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma. Si ringraziano il Card. Józef Glemp e l’Arcivescovo Sztepan Wesoły. Quest’opera è tratta della vita del frate pittore del XV secolo, eletto effettivamente beato soltanto nel 1984 da Papa Karol Woityła, che inoltre lo nominò Patrono degli Artisti. Il Premio “Beato Angelico per la Polonia” del 1989 fu assegnato a Krzysztof Zanussi e Jerzy Grotowski.

- Caio Giulio Cesare – condottiero romano del I secolo a. C. in un dialogo teatrale, un po’ Teatro Elisabettiano, ispirato all’opera di William Shakespeare. Uno spettacolo che mette in evidenza la vita interiore, del grande condottiero romano, con tutti i suoi progetti, i suoi timori, e le sue certezze. Questo testo ci rivela un Giulio Cesare inedito, in un colloquio straordinario col suo Fato, immerso in un’atmosfera onirica, metafisica, ma forse più reale della realtà stessa;

- Michele Arcangelo – Monologo di uno Spirito (ma anche un po’ materia) Celeste, dal temperamento forte, Capo dell’esercito di Angeli al servizio di Dio, vincitore di Satana. Apparso in Italia: sul Monte Drion in Puglia; nel V e nel XVI secolo, sul Monte Aureo in Campania, nel VI secolo; a Roma, nel Lazio, nel VI secolo; a Pavia, in Lombardia, nel VII secolo; sul Monte Pirchiriano, in Piemonte, nel X secolo e in Francia sul Mont-Tombe, in Normandia, nell’VIII secolo;

- Filippo Neri e gli Oratoriani, nel XVI secolo – pièce teatrale messa in scena nella Chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma in occasione delle Commemorazioni per il IV Centenario della sua morte, con il contributo del Rettore P. Olgierd Kochociński e di P. Włodzimierz Tyka;

- Cristoforo Colombo – Imago Mundi – Epilogo del navigatore genovese del XV secolo. Suoi ricordi e riflessioni sulla sua vita in vista della morte;

- Celestino V – Pietro da Morrone – il Papa del XIII secolo che fece il gran rifiuto, durante il suo periodo di eremitaggio sul Monte Morrone, redige una sorta d’almanacco;

- Margherita de la Metola – beata domenicana del XIV secolo abbandonata appena nata sulla scalinata d’una chiesa perché cieca e deforme;

- Gerolamo Savonarola – Frate Domenicano del XV secolo, con il suo “Bruciamento delle Vanità”. Fase del processo, in cui egli ripercorre la propria vita. Condannato per eresia all’impiccagione e al rogo, proprio da Alessandro VI , un papa corrotto e con figli;

- Giuditta Tavani Arquati – eroina del XIX secolo, durante il Risorgimento Italiano uccisa, in un’incursione, dalle guardie del Papa a Trastevere insieme a suo marito;

- Beatrice Cenci – giovane donna condannata a morte per parricidio, a Roma, nel XVI secolo. Qui vengono ripercorsi sia il processo a suo carico che l’esecuzione;

- Giordano Bruno – epilogo del frate domenicano poi protestante del XVI secolo, seguace di Copernico, arso vivo sul rogo a Roma in Piazza Campo de’ Fiori dal Tribunale del Sant’Uffizio;

- Teodora Ricci Bartoli – commediante del XVIII secolo sposata con l’attore Francesco Bartoli e la sua relazione con Carlo Gozzi;

- Matilde di Canossa – storia di una grande donna dell’XI secolo, Marchesa di Toscana, che non s’inginocchiò mai ai piedi di alcuno;
Filippo Bonaccorsi, Callimaco Esperiente – Personaggio del XV secolo, dalle mille esperienze, molto discusso. Atto unico che ripercorre la vita avventurosa d’un uomo, umanista e politico, che si rifugiò a Cracovia, dopo aver vagato nelle isole dell’Egeo, in Tracia e in Macedonia, per sfuggire ad una condanna nel suo paese; il primo a portare la cultura italiana in Polonia;
Bianca Cappello – dama veneziana bellissima, a Firenze, alla Corte dei Medici, nel XVI secolo, tra intrighi e avvelenamenti;
Cecilia Gallerani – storia di una dama con un ermellino, del XVI secolo e i suoi rapporti con Ludovico il Moro e con Leonardo da Vinci;
Raffaello Sanzio – la breve vita d’un grande pittore del XVI secolo che nacque e morì nello stesso giorno del mese, nello stresso giorno della settimana, nello stesso mese e alla stessa ora, ovvero: il 6 Aprile, Venerdì Santo, alle tre di notte. E la sua Trasfigurazione;
Lucrezia Borgia – una dama del XVI secolo, figlia d’un Pontefice, Papa Alessandro VI. Un’esistenza difficile terminata tragicamente: con suo marito ucciso da suo fratello;
Salvator Rosa – pittore, poeta e compositore partenopeo del XVII secolo. Percorso lungo le corti di mezza Europa dov’egli ha diffuso la poesia e la musica napoletana;
Giuseppe da Copertino – il frate francescano Giuseppe Desa del XVII secolo che si sollevava da terra e volava sorprendendo migliaia di fedeli assorti a pregare in chiesa;
Federico Barocci – un monologo teatrale che ci fa conoscere la vita interiore del pittore umbro del XVI secolo, nonché i suoi rapporti con gli Oratoriani a Roma. Testo pubblicato a Roma nel 2007 dalla Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri e rappresentato lo stesso anno nella Chiesa romana di Santa Maria in Vallicella;
Irene Parenti – biografia della pittrice e poetessa, vissuta a Firenze nel XVIII secolo. Accademica di San Luca e dell’Arcadia a Roma. L’autoritratto si trova nella Galleria Vasariana agli Uffizi in Firenze. Il testo tratta anche della relazione dell’artista con il suo committente, il Principe Michał Jerzy Poniatowski, Primate di Polonia. Lettura di due suoi poemetti in versi anacreontici. Testo pubblicato a Roma nel 2006 dalla Editrice AETAS, con la prefazione della Dott.ssa Angela Sołtys;
Arcangela Paladini – vita della pittrice, poetessa e cantatrice pisana del XVI secolo, alla Corte del Granduca di Toscana Cosimo II. L’autoritratto si trova nella Galleria Vasariana agli Uffizi in Firenze. Testo pubblicato a Roma dalla Editrice AETAS nel 2004. Prefazione della Dott.ssa Jacopa Stinchelli;
Irène Duclos e Arcangela Broomans – ipotetici monologhi delle due pittrici, del XVIII secolo la prima e del XVII secolo l’altra, in un mondo onirico: un pretesto per portare alla luce aggiornamenti sulle loro vite;
Cesare Baronio – pièce teatrale proposta sotto forma di Oratorio, che ci fa conoscere il mondo dei Filippini del XVI secolo, con gli occhi del Cardinal Cesare Baronio, primo successore di San Filippo Neri, un uomo forte e coraggioso che, in periodo di Controriforma, seppe convertire al Cattolicesimo il calvinista Giusto Calvino e salvare Galileo Galilei da condanna a morte nel processo intentato a suo carico dal Tribunale dell’Inquisizione. Questo lavoro, che esamina anche le relazioni Vaticano-Varsavia di allora, con la prefazione di P. Edoardo Aldo Cerrato C. O., nel 2007 è stato pubblicato a Roma dalla Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri ed è stato rappresentato lo stesso anno nell’Antico Oratorio-Refettorio della Chiesa romana di Santa Maria in Vallicella in occasione delle Commemorazioni per il IV Centenario della sua Morte sotto l’alto Patronato del Card. Angelo Sodano. È anche un’analisi dell’Oratorio Filippino esploso in Europa dal XVI secolo, insieme al Teatro Gesuitico della Ratio Studiorum e al Teatro Inglese Elisabettiano;
Cagliostro – avventuriero e alchimista palermitano, alle corti europee nel XVIII secolo, a Varsavia ospite del Principe Moszyński. Si ringrazia per il contributo dato la Dott.ssa Angela Sołtys del Castello Reale di Varsavia;
Gregorio Guglielmi – vita del pittore romano del XVIII secolo, alla Corte di Caterina II Regina di Russia; dagli studi condotti dal Prof. Enzo Borsellino dell’Università Roma Tre;
Marcello Bacciarelli – biografia del pittore romano del XVIII secolo, alla Corte di Stanisław August, Re di Polonia, dagli studi condotti dalla Dott.ssa Angela Sołtys del Castello Reale di Varsavia;
Corilla Olimpica – ovvero Maria Maddalena Morelli Fernandez poetessa del XVIII secolo; la corrispondenza con l’Abate Amaduzzi e i suoi versi arcadici improvvisati;
Gaspare del Bufalo – santo, figlio d’un cuoco di casa Altieri a Roma nel XVIII-XIX secolo. E il brigantaggio che imperversava nella Campagna Romana;
Grand Tour – dialoghi e memorie di J. W. Goethe, A. Kauffmann, E. Vigée-Lebrun, W. Hamilton, M. J. Poniatowski, M.me de Staël, Ph. Hackert e di altri viaggiatori Grandtouristi del XVIII-XIX secolo che giunsero in Italia da tutta Europa per poter ammirare le meraviglie archeologiche ed artistiche delle città di Pompei ed Ercolano appena scoperte, nonché i siti di Tivoli col suo Tempio della Sibilla; di Roma Caput Mundi con il suo Foro Romano, il suo Colosseo, la sua Fonte Egeria, e con la sua Cappella Sistina; di Napoli con la sua Tomba di Virgilio e con il suo Vesuvio esplosivo; della Sicilia con il suo stretto mitologico di Scilla e Cariddi e col monte Etna dalle sorprendenti eruzioni vulcaniche; di Venezia con la sua laguna e con il suo Carnevale, non ultimo quello di Firenze con il suo Duomo e con le sue Gallerie d’Arte. Si ringrazia il Prof. Cesare De Seta;
Giuseppe Garibaldi – l’eroe dei due mondi del XIX secolo, qui alle porte di Roma. Ma anche una rievocazione della sua storia d’amore con Anita;
Tommaso Marinetti – biografia del personaggio del XX secolo, fondatore del Futurismo, con l’esempio di una rappresentazione d’una sua opera;
Maria Federici Agamben – vita di una particolare donna della politica italiana del XX secolo, fondatrice dell’A.N.F.E., l’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati;
Ettore Petrolini – attore del XX secolo autore di “Gastone”, con una breve introduzione raccontata sulla scena dal regista Alberto Macchi e passi dalla commedia “Ottobrata Trasteverina”;
Luigi Pirandello – drammaturgo del XX secolo, con il suo “Pipistrello” e Marta Abba in “Sogno, ma forse no”. Il racconto di un timore e di una scena di gelosia;
Licinio Refice – compositore di musica sacra del XIX secolo, nativo di Patrica, un piccolo paese in provincia di Frosinone, morto a Buenos Aires;
Don Orione e Don Bosco – da Valdocco a Zduńska Wola. E le Congregazioni degli Orionini e dei Salesiani. Vita dei due Santi, in particolare le relazioni di Don Orione con la Polonia. Rievocazione del terremoto di Reggio Calabria e Messina del dicembre 1908. Testo apprezzato da P. Luigi Fiordaliso;
Gabriele D’Annunzio – Epilogo del Vate del XIX-XX secolo. Spettacolo andato in scena al Teatro delle Voci a Roma nel 1985, tratto da ‘Notturno’ e ‘Solus ad Solam’;
Eleonora Duse e Sarah Bernhardt – due attrici del XIX-XX secolo a confronto e Gabriele D’Annunzio, personaggio al centro della commedia;

POLONIA:

Bona Sforza – Regina di Polonia del XVI secolo, moglie di Sigismondo I il Vecchio, nata a Vigevano, vissuta in Polonia e morta misteriosamente a Bari. In Italia, con Michelangelo Buonarroti, prendeva vita la Cappella Sistina;
Michał Jerzy Poniatowski – Principe, Primate di Polonia, fratello del Re Stanisław August. Le sue lettere e i suoi viaggi in Italia nel XVIII secolo; dagli studi condotti dalla Dott.ssa Angela Sołtys del Castello Reale di Varsavia;
Stanisław Kostka – una proposta di Teatro Gesuitico, della “ratio studiorum”, in cui un giovane novizio gesuita polacco ci conduce per mano nella Roma del XVI secolo, una Roma ancora scossa dal Sacco dei Lanzichenecchi, preoccupata di arginare l'invasione dei Turchi che stanno per occupare tutto il Mediterraneo, una Roma attenta a fronteggiare l'orda degli iconoclasti protestanti che ovunque distruggevano dipinti, statue e immagini sacre e infine una Roma impegnata anche con gli Ebrei, con il problema della prostituzione, nonché con i residui neo-pagani del Rinascimento. Questo testo, pubblicato parzialmente nel 2000, in polacco, dalla casa editrice dei gesuiti di Cracovia in ‘‘Żicia Duchowego’, con la presentazione di P. Józef Augustyn S.J., è andato in scena in Roma nell’Antico Noviziato di Sant’Andrea al Quirinale e in Vaticano al Teatro Pio IX nel Palazzo San Carlo. Si ringrazia il Vescovo Stanisław Budzik di Varsavia;
Brat Albert, Adam Chmielowski – francescano polacco del XIX-XX secolo, l’’ideatore dei ‘posti di riscaldamento’. Si ringrazia P. Wiesław Niewęgłowski;
Stanisław Poniatowski – storia del principe polacco del XVIII-XIX secolo, nipote del Re di Polonia Stanislao Augusto, sposato con una romana e morto a Firenze. Testo apprezzato dal Prof. Piotr Salwa dell’Università di Varsavia, dal Prof. Stefan Bielański dell’Università Jaghellonica di Cracovia, dal Prof. Gaetano Platania dell’Università della Tuscia e dal Prof. Sante Graciotti dell’Università La Sapienza di Roma;
Róża Czacka – momenti di vita della francescana polacca del XIX-XX secolo e i suoi piccoli non vedenti. Si ringrazia l’illustre Zofia Morawska di Laski presso Varsavia;
Zygmunt Szczęsny Feliński – storia di un santo polacco che nel XIX secolo fu deportato in Russia, oggi Patrono della più grande Chiesa di Varsavia, quella di Ognissanti, con la prefazione del Rettore P. Mirosław Nowak. Si ringraziano la Postulatrice Suor Teresa Antonietta Frącek e Mons. Marian Rola;
Nikolaj Kopernik, Copernico – il terremoto dell’astronomo polacco del XVI secolo, nel mondo scientifico, teologico e politico. Ecco che da allora i Pianeti ruotano intorno al Sole;
Stanisław Gabriel Morvay – vita di un pittore del XX secolo, bohemienne, di padre ungherese, nato in Polonia, vissuto in Francia e in Italia, morto in Spagna. Testo tratto dalla Biografia del pittore scritta dalla Prof.ssa Maria Josep Balsach;

AUSTRIA:

Sigmund Freud – scienziato del XIX-XX secolo, nato in Moravia, allora Austria, oggi Repubblica Ceka, inventore della Psicanalisi, ne “La voce dell’Assente” un dramma che scaturisce dai suoi studi;

GERMANIA:

Hildegard von Bingen – monaca tedesca, medico e compositrice del XII secolo. Durante questa lettura viene inserito come sottofondo musicale “Ave Generosa”, un suo brano particolarmente suggestivo interpretato dal Soprano Astrea Amaduzzi;
Albert der Grosse, Alberto Magno e Tommaso D’Aquino – dialogo tra due gradi teologi domenicani del XIII secolo;
Sarah Bernhardt ed Eleonora Duse – due attrici del XIX-XX secolo a confronto e Gabriele D’Annunzio, personaggio al centro della commedia;
Johann Wolfgang Goethe – viaggio nel suo mondo interiore attraverso i suoi stessi occhi. Visione dell’Italia del XVIII secolo;
Clemens August von Galen – Confessione d’un Vescovo tedesco, della prima metà del XX secolo, filantropo, che ha operato per la salvezza delle anime. Il “Leone di Münster” che s’è opposto ad Hitler;

GRAN BRETAGNA:

William Shakespeare – dalla vittima perseguitata Florio Crollalanza al carnefice persecutore Riccardo III. Confessioni del grande drammaturgo inglese del XVI secolo;
George III Hanover – Re d’Inghilterra nel XVIII secolo. E la vita trasgressiva di suo figlio il Principe di Galles, un Dandy che aveva per amico Lord Brümmell;
Lady Hamilton – storia di Emma Lyon, moglie di Lord Hamilton e amante dell’ammiraglio Nelson, nella cornice del Regno di Napoli nel XVIII secolo;
Jane Porter – novellista britannica del XVIII-XIX secolo, autrice del primo best-seller della Storia, “Thaddeus of Warsaw” del 1804, dove descrive perfettamente il popolo polacco e la Polonia senza averla mai visitata. Questo libro venne tradotto in varie lingue e diffuso in tutta Europa.

IRLANDA:

Oscar Wilde – un momento della vita dello scrittore di Dublino del XIX secolo, in vacanza con Boise a Posillipo; con una breve introduzione raccontata sulla scena dal regista Alberto Macchi e passi dalla tragedia “Salome”;

SVEZIA:

Pär Lagerkvist – e “Il Tunnell”, un dramma dentro la galleria di una metropolitana, dove affiora tutta l’umanità di questo scrittore svedese del XX secolo, Premio Nobel per la Letteratura;
Cristina di Svezia – vita della fondatrice dell’Accademia dell’Arcadia nel XVII secolo. I suoi amori, le sue stravaganze;

NORVEGIA:

Askeladden e Skogkatt: due Personaggi d’Inchiostro – dalle Fiabe Norvegesi del X-XVIII secolo, raccolte da Peter Christen Asbjørnsen e Jørgen Moen;

STATI UNITI D’AMERICA:

Edgar Allan Poe – scrittore americano del XIX secolo e il suo “Cuore rivelatore” effetto sfrenato del perbenismo dilagante negli Stati Uniti d’America;
David Henry Thoreau – scrittore americano del XIX secolo. L’isolamento a Walden di uno dei più grandi filosofi dei tempi moderni;

RUSSIA:

Nikolaj Vasil’evič Gogol’ – e il suo Naso. Un momento figurativo comico-mostruoso della mediocrità umana nel XIX secolo in Russia e scorci di vita di questo Maestro del Realismo;
Volodja Majakowskij – La vita del poeta russo del XX secolo con Lili Brik e con Polonskaja. E il suo Flauto di Vertebre. Questa pièce teatrale ha debuttato a Roma nel 1993 in occasione del Primo Centenario della sua nascita;

BULGARIA:

Boris I – Momenti della vita del Kan dei turco-mongoli nel IX secolo, fondatore della Chiesa Bulgara, all’origine della Bulgaria di oggi. Si ringrazia il Prof. Giuseppe dell’Agata dell’Università di Pisa;

REPUBBLICA CECA:

Franz Kafka – e il suo “Guardiano del Sepolcro”; vita dello scrittore praghese del XX secolo, attraverso i suoi scritti meno noti. Spettacolo già messo in scena a Roma, con il patrocinio dell’Ambasciata Ceca, particolarmente apprezzato dalla stampa e dal regista Giuliano Vasilicò;

FRANCIA:

François Rabelais – monaco benedettino, medico del XVI secolo e il suo ciclo narrativo “Storia di Gargantua e di suo figlio Pantagruel”;
Guy De Maupassant – e la sua novella della pazzia nel XIX secolo. Storia di un rappresentante del Naturalismo che morì pazzo;
Gustave Flaubert – Storia d’uno scrittore, precursore del Naturalismo e il suo racconto della follia nella Francia del XIX secolo;

GRECIA:

Sofocle – drammaturgo del V secolo a. C. e il suo Edipo visto da Seneca: spettacolo messo in scena a Roma, particolarmente apprezzato dalla stampa e dal regista Pippo di Marca;

SPAGNA:

Dialoghi Poetici tra Artisti Contemporanei Spagnoli – conversazione tra Picasso, Dalì, Mirò, pittori spagnoli del XX secolo, tratta da studi e ricerche della Prof.ssa Maria Josep Balsach dell’Università di Girona;

BRASILE:

Blas Valera e Alessandro Valignano – due gesuiti, uno ad occidente e l’altro ad oriente, nel XVI secolo. Due sorti in antitesi. Si ringrazia il Prof. Maurizio Gnerre dell’Università Orientale di Napoli;

INDIA:

Siddharta Gautama, il Buddha, detto Shakiamuni – Percorso che il Principe indiano, fondatore del Buddhismo, figlio del Re degli Shakia, fece nel VI secolo a. C. per raggiungere l’Illuminazione;

AUSTRALIA:

Pamela Lyndon Travers – la vita della scrittrice del XX secolo, attraverso la rilettura del suo“Mary Poppins”, spettacolo messo in scena a Roma, particolarmente apprezzato dal regista Carlo Merlo;

CINA:

Alessandro Valignano e Blas Valera– due gesuiti, uno ad oriente e l’altro ad occidente, nel XVI secolo. Due sorti in antitesi. Incontro con Matteo Ricci. Si ringrazia il Prof. Maurizio Gnerre dell’Università Orientale di Napoli;

Tutte queste opere drammaturgiche, dotate di bibliografia, di note, di foto, d’immagini e di documenti vari, sono frutto di scrupolose ricerche negli Archivi e nelle Biblioteche d’Italia e d’Europa. Scopo di questa iniziativa è quello di sensibilizzare, particolarmente i giovani, all’amore per il Teatro e nel contempo per l’Arte e per la Storia.
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PROPOSTA DI LEZIONI DI STORIA EUROPEA NEI SECOLI
ATTRAVERSO LE OPERE TEATRALI DEL DRAMMATURGO E REGISTA ALBERTO MACCHI
da tenersi nelle Università, nelle Scuole, nei Teatri, nei Musei o nelle Biblioteche

XI-XV SECOLO (MEDIOEVO):

Michele Arcangelo – Monologo di uno Spirito (ma anche un po’ materia) Celeste, dal temperamento forte, Capo dell’esercito di Angeli al servizio di Dio, vincitore di Satana. Apparso in Italia: sul Monte Drion in Puglia; nel V e nel XVI secolo, sul Monte Aureo in Campania, nel VI secolo; a Roma, nel Lazio, nel VI secolo; a Pavia, in Lombardia, nel VII secolo; sul Monte Pirchiriano, in Piemonte, nel X secolo e in Francia sul Mont-Tombe, in Normandia, nell’VIII secolo;
Matilde di Canossa – storia di una grande donna dell’XI secolo, Marchesa di Toscana, che non s’inginocchiò mai ai piedi di alcuno;
Hildegard von Bingen – monaca tedesca, medico e compositrice del XII secolo. Durante questa lettura viene inserito come sottofondo musicale “Ave Generosa”, un suo brano particolarmente suggestivo interpretato dal Soprano Astrea Amaduzzi;
Albert der Grosse e Tommaso D’Aquino – dialogo tra due gradi teologi domenicani del XIII secolo. Ragionamenti tra maestro ed allievo;
Celestino V – Pietro da Morrone – il Papa del XIII secolo che fece il gran rifiuto, durante il suo periodo di eremitaggio sul Monte Morrone, redige una sorta d’almanacco;
Margherita de la Metola – beata domenicana del XIV secolo abbandonata appena nata sulla scalinata d’una chiesa perché cieca e deforme;
Filippo Bonaccorsi, Callimaco Esperiente – Personaggio del XV secolo, dalle mille esperienze, molto discusso. Atto unico che ripercorre la vita avventurosa d’un uomo, umanista e politico, che si rifugiò a Cracovia, dopo aver vagato nelle isole dell’Egeo, in Tracia e in Macedonia, per sfuggire ad una condanna nel suo paese; il primo a portare la cultura italiana in Polonia;
Gerolamo Savonarola – Frate Domenicano del XV secolo, con il suo “Bruciamento delle Vanità”. Fase del processo, in cui egli ripercorre la propria vita. Condannato per eresia all’impiccagione e al rogo, proprio da Alessandro VI , un papa corrotto e con figli;
Cristoforo Colombo – Imago Mundi. – Epilogo del navigatore genovese del XV secolo. Suoi ricordi e riflessioni in vista della morte;
Beato Angelico – Giovanni da Fiesole – testo apprezzato dalla Dott.ssa Magnolia Scudieri Direttrice del Museo di San Marco a Firenze, pubblicato con la presentazione di P. Innocenzo Venchi O. P. Postulatore Generale dei Domenicani e con la prefazione dell’autore e regista teatrale Pippo Di Marca, dalla Editrice AETAS di Roma nel 2005, già messo in scena nella Chiesa di San Stanislao di Polacchi e nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma. Si ringraziano il Card. Józef Glemp e l’Arcivescovo Sztepan Wesoły. Quest’opera è tratta della vita del frate pittore del XV secolo, eletto effettivamente beato soltanto nel 1984 da Papa Karol Woityła, che inoltre lo nominò Patrono degli Artisti. Il Premio “Beato Angelico per la Polonia” del 1989 fu assegnato a K. Zanussi e J. Grotowski.

XVI SECOLO (RINASCIMENTO):

Filippo Neri e gli Oratoriani, nel XVI secolo – pièce teatrale messa in scena nella Chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma in occasione delle Commemorazioni per il IV Centenario della sua morte, con il contributo del Rettore P. Olgierd Kochociński e di P. Włodzimierz Tyka;
Beatrice Cenci – giovane donna condannata a morte per parricidio, a Roma, nel XVI secolo. Qui vengono ripercorsi sia il processo a suo carico che l’esecuzione;
Giordano Bruno – epilogo del frate domenicano poi protestante del XVI secolo, seguace di Copernico, arso vivo sul rogo a Roma in Piazza Campo de’ Fiori dal Tribunale del Sant’Uffizio;
Bona Sforza – Regina di Polonia del XVI secolo, moglie di Sigismondo I il Vecchio, nata a Vigevano, vissuta in Polonia e morta misteriosamente a Bari. In Italia, con Michelangelo Buonarroti, prendeva vita la Cappella Sistina;
Cecilia Gallerani – storia di una dama con un ermellino, del XVI secolo e i suoi rapporti con Ludovico il Moro e con Leonardo da Vinci;
Raffaello Sanzio – la breve vita d’un grande pittore del XVI secolo che nacque e morì nello stesso giorno del mese, nello stresso giorno della settimana, nello stesso mese e alla stessa ora, ovvero: il 6 Aprile, Venerdì Santo, alle tre di notte. E la sua Trasfigurazione;
Bianca Cappello – dama veneziana bellissima, a Firenze, alla Corte dei Medici, nel XVI secolo, tra intrighi e avvelenamenti;
Lucrezia Borgia – una dama del XVI secolo, figlia d’un Pontefice, Papa Alessandro VI. Un’esistenza difficile terminata tragicamente: con suo marito ucciso da suo fratello;
Stanisław Kostka – una proposta di Teatro Gesuitico, della “ratio studiorum”, in cui un giovane novizio gesuita polacco ci conduce per mano nella Roma del XVI secolo, una Roma ancora scossa dal Sacco dei Lanzichenecchi, preoccupata di arginare l'invasione dei Turchi che stanno per occupare tutto il Mediterraneo, una Roma attenta a fronteggiare l'orda degli iconoclasti protestanti che ovunque distruggevano dipinti, statue e immagini sacre e infine una Roma impegnata anche con gli Ebrei, con il problema della prostituzione, nonché con i residui neo-pagani del Rinascimento. Questo testo, pubblicato parzialmente nel 2000, in polacco, dalla casa editrice dei gesuiti di Cracovia in ‘‘Żicia Duchowego’, con la presentazione di P. Józef Augustyn S.J., è andato in scena in Roma nell’Antico Noviziato di Sant’Andrea al Quirinale e in Vaticano al Teatro Pio IX nel Palazzo San Carlo. Si ringrazia il Vescovo Stanisław Budzik di Varsavia;
Federico Barocci – un monologo teatrale che ci fa conoscere la vita interiore del pittore umbro del XVI secolo, nonché i suoi rapporti con gli Oratoriani a Roma. Testo pubblicato a Roma nel 2007 dalla Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri e rappresentato lo stesso anno nella Chiesa romana di Santa Maria in Vallicella;
Cesare Baronio – pièce teatrale proposta sotto forma di Oratorio, che ci fa conoscere il mondo dei Filippini del XVI secolo, con gli occhi del Cardinal Cesare Baronio, primo successore di San Filippo Neri, un uomo forte e coraggioso che, in periodo di Controriforma, seppe convertire al Cattolicesimo il calvinista Giusto Calvino e salvare Galileo Galilei da condanna a morte nel processo intentato a suo carico dal Tribunale dell’Inquisizione. Questo lavoro, che esamina anche le relazioni Vaticano-Varsavia di allora, con la prefazione di P. Edoardo Aldo Cerrato C. O., nel 2007 è stato pubblicato a Roma dalla Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri ed è stato rappresentato lo stesso anno nell’Antico Oratorio-Refettorio della Chiesa romana di Santa Maria in Vallicella in occasione delle Commemorazioni per il IV Centenario della sua Morte sotto l’alto Patronato del Card. Angelo Sodano. È anche un’analisi dell’Oratorio Filippino esploso in Europa dal XVI secolo, insieme al Teatro Gesuitico della Ratio Studiorum e al Teatro Inglese Elisabettiano;
Nikolaj Kopernik, Copernico – il terremoto dell’astronomo polacco del XVI secolo, nel mondo scientifico, teologico e politico. Ecco che da allora i Pianeti ruotano intorno al Sole;
William Shakespeare – dalla vittima perseguitata Florio Crollalanza al carnefice persecutore Riccardo III. Confessioni del grande drammaturgo inglese del XVI secolo;
Blas Valera e Alessandro Valignano – due gesuiti, uno ad occidente e l’altro ad oriente, nel XVI secolo. Due sorti in antitesi. Si ringrazia il Prof. Maurizio Gnerre dell’Università Orientale di Napoli;
François Rabelais – monaco benedettino, medico del XVI secolo e il suo ciclo narrativo “Storia di Gargantua e di suo figlio Pantagruel”;

XVII SECOLO (BAROCCO):

Caravaggio – dramma, scritto di concerto con la Prof.ssa Mina Gregori, che ripercorre la vita tumultuosa di Michelangelo Merisi, pittore milanese del XVI-XVII secolo, con particolare attenzione al periodo romano del protagonista. Questa rappresentazione ha debuttato a Roma nel 1992 presso il Teatro Centrale, in concomitanza con la Mostra di Caravaggio a Palazzo Ruspoli e ha replicato al Centre Saint Louis de France, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, nonché nella Sala Stenditoio del Complesso di San Michele a Ripa del Ministero dei Beni Culturali, sempre a Roma. Poi lo spettacolo, per i successi riportati un po’ dovunque, è stato insignito del Premio Club UNESCO di Trapani. Il testo, con la prefazione della Prof.ssa Stefania Macioce, nel 1995 è stato pubblicato a Roma dalla Editrice AETAS. Esso è stato apprezzato dal Prof. Krzysztof Żaboklicki dell’Università di Varsavia e dal Prof. Stanisław Widłak dell’Università Jaghellonica di Cracovia, nonché dalla Prof.ssa Maria Josep Balsach dell’Università di Gerona. Ultime messe in scena in Italia e all’estero, nell’anno 2010, in occasione delle Commemorazioni per il IV Centenario della sua morte;
Carlo Dolci – monologo che racconta la vita del pittore fiorentino del XVII secolo, con particolare attenzione all’anno 1635, momento in cui l’artista stava realizzando, ad olio su tela, uno dei suoi primi ritratti del Cristo Ecce Homo. Questo testo è stato pubblicato a Roma nel 2004, dalla Colosseo Editrice, con la prefazione del Prof. Maurizio Marini ed è stato rappresentato sia a Roma presso la Chiesa di Sant’Andrea al Quirinale che a Tarnów in Polonia presso il Museo Regionale dov’è conservato appunto quel quadro originale dell’Ecce Homo;
Salvator Rosa – pittore, poeta e compositore partenopeo del XVII secolo. Percorso lungo le corti di mezza Europa dov’egli ha diffuso la poesia e la musica napoletana;
Giuseppe da Copertino – il frate francescano Giuseppe Desa del XVII secolo che si sollevava da terra e volava sorprendendo migliaia di fedeli assorti a pregare in chiesa;
Cristina di Svezia – vita della fondatrice dell’Accademia dell’Arcadia nel XVII secolo. I suoi amori, le sue stravaganze;
Arcangela Paladini – vita della pittrice, poetessa e cantatrice pisana del XVII secolo, alla Corte del Granduca di Toscana Cosimo II. L’autoritratto si trova nella Galleria Vasariana agli Uffizi in Firenze. Testo pubblicato a Roma dalla Editrice AETAS nel 2004. Prefazione della Dott.ssa Jacopa Stinchelli;

XVIII SECOLO (ILLUMINISMO):

Pompeo Batoni – monologo che ripercorre la vita di questo pittore, autore, fra l’altro, del Sacro Cuore di Gesù, immagine venerata dai cattolici in ogni chiesa del mondo e presente in ogni loro casa. Il dipinto originale è ancora esposto presso la Chiesa del Gesù a Roma. Questa pièce teatrale prende in esame in particolar modo la vecchiaia del protagonista facendo un’analisi di tutti i problemi di quest’ultima età della vita e ci trasporta nel mondo romano del XVIII secolo. Il presente testo drammaturgico, è stato apprezzato dal Padre Gesuita Massimo Taggi S. J. Direttore Nazionale dell’Apostolato della Preghiera ed è stato pubblicato a Roma dalla Colosseo Editrice nell’anno 2005, con la prefazione di P. Casimiro Przydatek S. J. della Chiesa del Gesù;
George III Hanover – Re d’Inghilterra nel XVIII secolo. E la vita trasgressiva di suo figlio il Principe di Galles, un Dandy che aveva per amico Lord Brümmell;
Lady Hamilton – storia di Emma Lyon, moglie di Lord Hamilton e amante dell’ammiraglio Nelson, nella cornice del Regno di Napoli nel XVIII secolo;
Michał Jerzy Poniatowski – Principe, Primate di Polonia, fratello del Re Stanisław August. Le sue lettere e i suoi viaggi in Italia nel XVIII secolo; dagli studi condotti dalla Dott.ssa Angela Sołtys del Castello Reale di Varsavia;
Teodora Ricci Bartoli – commediante del XVIII secolo sposata con l’attore Francesco Bartoli e la sua relazione con Carlo Gozzi;
Irene Parenti – biografia della pittrice e poetessa, vissuta a Firenze nel XVIII secolo. Accademica di San Luca e dell’Arcadia a Roma. L’autoritratto si trova nella Galleria Vasariana agli Uffizi in Firenze. Il testo tratta anche della relazione dell’artista con il suo committente, il Principe Michał Jerzy Poniatowski, Primate di Polonia. Lettura di due suoi poemetti in versi anacreontici. Testo pubblicato a Roma nel 2006 dalla Editrice AETAS, con la prefazione della Dott.ssa Angela Sołtys;
Cagliostro – avventuriero e alchimista palermitano, alle corti europee nel XVIII secolo, a Varsavia ospite del Principe Moszyński. Si ringrazia per il contributo dato la Dott.ssa Angela Sołtys del Castello Reale di Varsavia;
Gregorio Guglielmi – vita del pittore romano del XVIII secolo, alla Corte di Caterina II Regina di Russia; dagli studi condotti dal Prof. Enzo Borsellino dell’Università Roma Tre;
Marcello Bacciarelli – biografia del pittore romano del XVIII secolo, alla Corte di Stanisław August, Re di Polonia, dagli studi condotti dalla Dott.ssa Angela Sołtys del Castello Reale di Varsavia;
Corilla Olimpica – ovvero Maria Maddalena Morelli Fernandez poetessa del XVIII secolo; la corrispondenza con l’Abate Amaduzzi e i suoi versi arcadici improvvisati;
Gaspare del Bufalo – santo, figlio d’un cuoco di casa Altieri a Roma nel XVIII-XIX secolo. E il brigantaggio che imperversava nella Campagna Romana;
Jane Porter – novellista britannica del XVIII-XIX secolo, autrice del primo best-seller della Storia, “Thaddeus of Warsaw” del 1804, dove descrive perfettamente il popolo polacco e la Polonia senza averla mai visitata. Questo libro venne tradotto in varie lingue e diffuso in tutta Europa.
Grand Tour – dialoghi e memorie di J. W. Goethe, A. Kauffmann, E. Vigée-Lebrun, W. Hamilton, M. J. Poniatowski, M.me de Staël, Ph. Hackert e di altri viaggiatori Grandtouristi del XVIII-XIX secolo che giunsero in Italia da tutta Europa per poter ammirare le meraviglie archeologiche ed artistiche delle città di Pompei ed Ercolano appena scoperte, nonché i siti di Tivoli col suo Tempio della Sibilla; di Roma Caput Mundi con il suo Foro Romano, il suo Colosseo, la sua Fonte Egeria, e con la sua Cappella Sistina; di Napoli con la sua Tomba di Virgilio e con il suo Vesuvio esplosivo; della Sicilia con il suo stretto mitologico di Scilla e Cariddi e col monte Etna dalle sorprendenti eruzioni vulcaniche; di Venezia con la sua laguna e con il suo Carnevale, non ultimo quello di Firenze con il suo Duomo e con le sue Gallerie d’Arte. Si ringrazia il Prof. Cesare De Seta;
Stanisław Poniatowski – storia del principe polacco del XVIII-XIX secolo, nipote del Re di Polonia Stanislao Augusto, sposato con una romana e morto a Firenze. Testo apprezzato dal Prof. Piotr Salwa dell’Università di Varsavia, dal Prof. Stefan Bielański dell’Università Jaghellonica di Cracovia, dal Prof. Gaetano Platania dell’Università della Tuscia e dal Prof. Sante Graciotti dell’Università La Sapienza di Roma;

XIX SECOLO (ROMANTICISMO):

Giuditta Tavani Arquati – eroina del XIX secolo, durante il Risorgimento Italiano uccisa, in un’incursione, dalle guardie del Papa a Trastevere insieme a suo marito;
Giuseppe Garibaldi – l’eroe dei due mondi del XIX secolo, qui alle porte di Roma. Ma anche una rievocazione della sua storia d’amore con Anita;
Zygmunt Szczęsny Feliński – storia di un santo polacco che nel XIX secolo fu deportato in Russia, oggi Patrono della più grande Chiesa di Varsavia, quella di Ognissanti, con la prefazione del Rettore P. Mirosław Nowak. Si ringraziano la Postulatrice Suor Teresa Antonietta Frącek e Mons. Marian Rola;
Pår Lagerkvist – e “Il Tunnell”, un dramma dentro la galleria di una metropolitana, dove affiora tutta l’umanità di questo scrittore svedese del XX secolo, Premio Nobel per la Letteratura;
Askeladden e Skogkatt: due Personaggi d’Inchiostro – dalle Fiabe Norvegesi del X-XVIII secolo, raccolte da Peter Christen Asbjørnsen e Jørgen Moen del XIX secolo;
Edgar Allan Poe – scrittore americano del XIX secolo e il suo “Cuore rivelatore” effetto sfrenato del perbenismo dilagante negli Stati Uniti d’America;
David Henry Thoreau – scrittore americano del XIX secolo. L’isolamento a Walden di uno dei più grandi filosofi dei tempi moderni;
Nikolaj Vasil’evič Gogol’ – e il suo Naso. Un momento figurativo comico-mostruoso della mediocrità umana nel XIX secolo in Russia e scorci di vita di questo Maestro del Realismo;
Guy De Maupassant – e la sua novella della pazzia nel XIX secolo. Storia di un rappresentante del Naturalismo che morì pazzo;
Gustave Flaubert – Storia d’uno scrittore, precursore del Naturalismo e il suo racconto della follia nella Francia del XIX secolo;
Licinio Refice – compositore di musica sacra del XIX secolo, nativo di Patrica, un piccolo paese in provincia di Frosinone, morto a Buenos Aires;
Brat Albert, Adam Chmielowski – francescano polacco del XIX-XX secolo, l’’ideatore dei ‘posti di riscaldamento’. Si ringrazia P. Wiesław Niewęgłowski;
Gabriele D’Annunzio – Epilogo del Vate del XIX-XX secolo. Spettacolo andato in scena al Teatro delle Voci a Roma nel 1985, tratto da ‘Notturno’ e ‘Solus ad Solam’;
Róża Czacka – momenti di vita della francescana polacca del XIX-XX secolo e i suoi piccoli non vedenti. Si ringrazia l’illustre Zofia Morawska di Laski presso Varsavia;
Sarah Bernhardt e Eleonora Duse – due attrici del XIX-XX secolo a confronto e Gabriele D’Annunzio, personaggio al centro della commedia;
Sigmund Freud – scienziato del XIX-XX secolo, nato in Moravia, allora Austria, oggi Repubblica Ceka, inventore della Psicanalisi, ne “La voce dell’Assente” un dramma che scaturisce dai suoi studi;
Johann Wolfgang Goethe – viaggio nel suo mondo interiore attraverso i suoi stessi occhi. Visione dell’Italia del XVIII secolo;

XX SECOLO (CONTEMPORANEO):

Franz Kafka – e il suo “Guardiano del Sepolcro”; vita dello scrittore praghese del XX secolo, attraverso i suoi scritti meno noti. Spettacolo già messo in scena a Roma, con il patrocinio dell’Ambasciata Ceca, particolarmente apprezzato dalla stampa e dal regista Giuliano Vasilicò;
Volodja Majakowskij – La vita del poeta russo del XX secolo con Lili Brik e con Polonskaja. E il suo Flauto di Vertebre. Questa pièce teatrale ha debuttato a Roma nel 1993 in occasione del Primo Centenario della sua nascita;
Oscar Wilde – un momento della vita dello scrittore di Dublino del XIX secolo, in vacanza con Boise a Posillipo; con una breve introduzione raccontata sulla scena dal regista Alberto Macchi e passi dalla tragedia “Salome”;
Luigi Pirandello – drammaturgo del XX secolo, con il suo “Pipistrello” e Marta Abba in “Sogno, ma forse no”. Il racconto di un timore e di una scena di gelosia;
Don Orione e Don Bosco – da Valdocco a Zduńska Wola. E le Congregazioni degli Orionini e dei Salesiani. Vita dei due Santi, in particolare le relazioni di Don Orione con la Polonia. Rievocazione del terremoto di Reggio Calabria e Messina del dicembre 1908. Testo apprezzato da P. Luigi Fiordaliso;
Tommaso Marinetti – biografia del personaggio del XX secolo, fondatore del Futurismo, con l’esempio di una rappresentazione d’una sua opera;
Maria Federici Agamben – vita di una particolare donna della politica italiana del XX secolo, fondatrice dell’A.N.F.E., l’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati;
Ettore Petrolini – attore del XX secolo autore di “Gastone”, con una breve introduzione raccontata sulla scena dal regista Alberto Macchi e passi dalla commedia “Ottobrata Trasteverina”;
Stanisław Gabriel Morvay – vita di un pittore del XX secolo, bohemienne, di padre ungherese, nato in Polonia, vissuto in Francia e in Italia, morto in Spagna. Testo tratto dalla Biografia del pittore scritta dalla Prof.ssa Maria Josep Balsach;
Pamela Lyndon Travers – la vita della scrittrice del XX secolo, attraverso la rilettura del suo capolavoro “Mary Poppins”, spettacolo messo in scena a Roma, apprezzato dal Prof. Carlo Merlo;
Clemens August von Galen – Confessione d’un Vescovo tedesco, della prima metà del XX secolo, filantropo, che ha operato per la salvezza delle anime. Il “Leone di Münster” che s’è opposto ad Hitler;

DAL VI SECOLO A. C. AL X D. C.

Caio Giulio Cesare – condottiero romano del I secolo a. C. in un dialogo teatrale, un po’ Teatro Elisabettiano, ispirato all’opera di William Shakespeare. Uno spettacolo che mette in evidenza la vita interiore, del grande condottiero romano, con tutti i suoi progetti, i suoi timori, e le sue certezze. Questo testo ci rivela un Giulio Cesare inedito, in un colloquio straordinario col suo Fato, immerso in un’atmosfera onirica, metafisica;
Sofocle – drammaturgo del V secolo a. C. e il suo Edipo visto da Seneca: spettacolo messo in scena a Roma, particolarmente apprezzato dalla stampa e dal regista Pippo di Marca;
Siddharta Gautama, il Buddha, detto Shakiamuni – Percorso che il Principe indiano, fondatore del Buddhismo, figlio del Re degli Shakia, fece nel VI secolo a. C. per raggiungere l’Illuminazione;
Boris I – Momenti della vita del Kan dei turco-mongoli nel IX secolo, fondatore della Chiesa Bulgara e della Bulgaria di oggi. Si ringrazia il Prof. Giuseppe dell’Agata dell’Università di Pisa;

Tutte le opere drammaturgiche sopra descritte, dotate di bibliografia, di note, di foto, d’immagini e di documenti vari, sono frutto di scrupolose ricerche negli Archivi e nelle Biblioteche d’Italia e d’Europa. Scopo di questa iniziativa è quello di sensibilizzare, particolarmente i giovani, all’amore per la Storia.

lunedì 9 maggio 2011

FRANZ KAFKA: TESTO TEATRALE, RAPPRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS



"FRANZ KAFKA", Dialoghi Teatrali inediti in lingua italiana scritti da Alberto Macchi a Roma nel 1994.

DALL'IDEA, AL TESTO, ALLE RAPPRESENTAZIONI:


Anno 1968
- Alberto Macchi intraprende un viaggio in Cecoslovacchia per studio e per ricerca, malgrado lo stato di fermento del popolo e l'invasione dei russi. A Kośice incontra Jan, un artista, un tenore e musicista slovacco, il quale gli regala una copia di una pubblicazione di Franz Kafka dal titolo "Der Gruftwächter", in lingua originale tedesca e in versione inglese. Insieme la traducono grosslanamente in lingua italiana.
Anno 1993
- Venticinque anni più tardi Macchi ritrova, in un cassetto tra vecchie carte, l'opera di Kafka, quella tradotta in italiano; così, pensa di rivisitarla e adattarla per il teatro. Inizia allora a fare ricerche presso alcune biblioteche di Roma. Al Goethe Institut scopre diverso materiale utile e spunti per arricchire la preventivata messa in scena del Dramma "Il Custode del Mausoleo", tra cui un disegno di Marta Kremer da utilizzare per la locandina.
Anno 1994
- Macchi deposita alla S.I.A.E. di Roma l'opera "Der Gruftwächter" di Franz Kafka, da lui tradotta e rivisitata, con titolo "Il Custode del Sepolcro". Crea il cast e inizia le prove dello spettacolo.
- Ottenuto il Patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Ceca e un sostegno da parte dell'addetta all'Ufficio Cultura, la Dott.ssa Marie Zábranova, Macchi decide di andare in scena questo stesso anno.


Locandina dello Spettacolo

- Lo spettacolo, dal titolo "Il Custode del Sepolcro", con la Compagnia "I Teatranti/Teatro della Rocca" di Novellara di Reggio Emilia, debutta e replica al Teatro "Al Parco" a Villa Maraini in Roma. Protagonisti: Mauro Cremonini e Marina Ruta. Altri interpreti: Gabriele Tuccimei, Silvia Tortarolo, Alessandro Fabbri, Nicola Perrucci.
- L'Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma regala ad Alberto Macchi una bella incisione del 1967 dell'Odeon di Praga, tratta da un disegno del 1966 di Frantiśek Tichy, raffigurante il ritratto a mezzo busto di Franz Kafka.
Anno 1995
- Lettura Drammatizzata de "Il Custode del Sepolcro" a "Piazza Morgan", Teatro al Ristorante a Roma.
Anno 2000
- Continuate le ricerche sull'unico testo di Franz Kafka scritto per il teatro; ecco i risultati:
Der Gruftwächter – scena drammatizzata in tedesco di Franz Kafka, Praga 1916-17
Il Custode del Mausoleo – versione italiana di Alberto Macchi, Kośice 1968
The Tomb Keeper – versione inglese di Max Brod, Praga 1968
Il Guardiano alla Tomba – versione italiana di Laura Pandolfi, Torino 1968
Il Custode della Cripta – versione ital. di R. Paoli e E. Pocar, Verona 1979
The Warden of the Tomb – vers. ingl. di J. Mc Pherson e H. F. Garten, Dallas 1980
Il Custode del Sepolcro – regia teatrale di Alberto Macchi, Roma 1994 (Mauro Cremonini)
A Kriptaor - versione ungherese di Gyorffy Miklos, Nayvilag 1994
Le Gardien de Tombeau – vers. francese, regia Frédéric Fisbach, Studio Théâtre de Vitry 1999
Il Guardiano alla Tomba - regia di Armando Adolgiso ... (Vittorio Mezzogiorno)
Il Guardiano alla Tomba - regia di D. K. Van Den Berg, ... (Roberto Herlitzka)
Il Guardiano alla Tomba - versione spagnola di J. L. Sànchez-Martin ...
Der Gruftwächter - vers. tedesca, Biblioteca per non vedenti Fondaz. E. Galiano, Catanzaro
Il Guardiano alla Tomba - pubblicazione in versione italiana, Rizzoli, Milano 2004
Straznik Grobowca - lettura in versione polacca, Radio Polska, Varsavia 2004






















(Foto di Scena di Alberto Macchi)

RASSEGNA STAMPA, INTERNET, RADIO, TV, OSSERVAZIONI:












PRIMA "CUSTODE DEL SEPOLCRO". Questro dramma in un atto del 1905 e' l' unica opera di Franz Kafka scritta per il teatro. Rinvenuto postumo, edito nel '36 e ignorato per lungo tempo, viene ora messo in scena da Alberto Macchi, protagonisti Mauro Cremonini e Marina Ruta. Racconta di una congiura tramata ai danni di un Principe e di un testimone scomodo: il custode del sepolcro di famiglia. Come nelle sue opere piu' famose, anche qui torna la coscienza inquieta kafkiana, l' uomo prigioniero di se stesso e del mondo. Al Teatro al Parco di via Ramazzini, da stasera al 24 gennaio (Corriere della Sera, 15\1\1994)

TEATRO. Teatro al Parco (via Ramazzini 31, tel. 55.28.06.47): dal 15 al 24 gennaio, tutte le sere alle 21, andra' in scena "Il custode del sepolcro", dramma di Franz Kafka, con Mauro Cremonini e Marina Ruta. Traduzione e regia di Alberto Macchi. Si tratta dell' unica opera scritta da Kafka per il teatro, nel 1905. (Corriere della Sera, 10 gennaio 1994)

PROSA. In scena l' unica opera scritta da Kafka per il teatro Ha debuttato ieri sera al Teatro al Parco, in via Ramazzini 31, "Il custode del sepolcro", l' unico dramma scritto da Franz Kafka, che viene proposto fino al 24 gennaio dalla Compagnia della Rocca di Novellara. Gli interpreti sono Mauro Cremonini e Marina Ruta. Regia di Alberto Macchi. L' opera fu scritta nel 1905, ritrovata postuma ed edita nel 1936, poi per lungo tempo nuovamente ignorata. Si racconta di una congiura tramata ai danni di un Principe e di un testimone scomodo, il custode del sepolcro di famiglia. (Corriere della Sera, 16 gennaio 1994)


"II custode del sepolcro" di Franz Kafka. Regia e traduzione di Alberto Macchi. Interpreti: Mauro Cremonini, Marina Ruta, Gabriele Tuccimei, Silvia Tortarolo, Alessandro Fabbri, Nicola Perrucci. Roma, Teatro al Parco. (Patalogo: Teatro, Voll. 17-18, Ubulibri, Milano 1994)


IL DRAMMA
Quindicinale di Commedie di grande interesse, diretto da Lucio Ridenti. - Anno XXIV n. 70 Rivista teatrale d'epoca.  All'interno, il testo teatrale di "Guardiano alla tomba" di Franz Kafka.
Edizioni S.E.T., Torino 1° ottobre 1948 - Copertina di Aligi Sassu.

Anno 2017
- Lettura Drammatizzata de "Conversazione con l'Ubriaco" e "Conversazione con l'Uomo che prega" di Alberto Macchi da Franz Kafka, a Roma al Teatro Domus Romana, in seno a l'"L'Essere Paradosso", secondo spettacolo della Rassegna Teatrale "Fermenti Culturali a Roma" a cura di Alberto Macchi e Giammarco Spineo. Interpreti: Samuele Cestola, Sara Sartini, Edoardo Terzo e Alessandro Marianetti.

NOTA

Simile ad una retta nello spazio, "Conversazione con l'Ubriaco" e "Conversazione con l'Uomo che prega" di Franz Kafkanon hanno principio e non hanno fine. Come altre opere dello scrittore praghese quali, ad esempio, "Il Castello", "Lettera al Padre" o "Il Processo" - a mio giudizio, composte per essere adattate al teatro e quindi per essere rappresentate - questi due racconti si rivolgono all'infinito, senza concedere al pubblico di riposarsi un attimo dalla sua fatica di spettatore, di avere la possibilità di ritrovarsi nel consenso o nel dissenso. Qui Kafka, infatti, ignora lo svolgimento dell'azione, che coglie appena ad un certo momento e che, ad un certo momento, interrompe - come volesse stravolgere i postulati che caratterizzano la letteratura in genere e quella teatrale in particolare - pur attenendosi, in qualche modo, alle regole della composizione drammatica. In questi scritti, comunque, si ripropone la coscienza inquieta kafkiana,  tra paradosso e umorismo, quel senso tragico dell'avventura esistenziale: l'Uomo prigioniero di se stesso e del mondo.

Alberto Macchi


COMUNICATO STAMPA

Dopo “L’Essere PreCario” di giovedì 26 ottobre scorso, eccoci pronti per il secondo appuntamento della Rassegna Teatrale Periodica FERMENTI CULTURALI A ROMA dal titolo “L'Essere ParadOsso”, uno spettacolo che andrà in scena venerdì 17 novembre 2017, alle ore 20:30, ancora alla Domus Romana, in Via Quattro Fontane 113.
Questa edizione comprende le performances: "Conversazione con l'Ubriaco" e "Conversazione con l'Uomo che prega" di Alberto Macchi da Franz Kafka, "Dialogo tra Gola e Laringe" e "Etichette Amorose" di Giammarco Spineo, "Vino" di Edoardo Terzo. Interpreti sono Samuele Cestola, Sara Sartini, Edoardo Terzo, Alessandro Marianetti.