mercoledì 9 marzo 2016

MATILDE DI TOSCANA: TESTO TEATRALE, RAPPRRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS

Foto da Wikipedia

“MATILDE DI TOSCANA (o DI CANOSSA)" è un Testo Teatrale scritto in lingua italiana da Alberto Macchi a Roma nel 2003. Inedito.


DALL'IDEA, AL TESTO, ALLE RAPPRESENTAZIONI:

Anno 2000
- L'autore inizia le ricerche in alcune Biblioteche e in alcuni Archivi in Italia. Raccoglie diverso materiale.
Anno 2002
- Prima bozza di un testo teatrale scritta a Roma. Raccolta di altro materiale, come incisioni e visita dei luoghi dove visse la "Grande Contessa" con documentazione fotografica.
Anno 2003
- Ultimato il testo. Prima lettura drammatizzata con gli allievi del Laboratorio Teatrosztuka a Roma e a Cracovia.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------

ECCO, QUI DI SEGUITO, LE ULTIME DUE SCENE:


Scena Sesta: EPILOGO


Bondeno di Roncore, anno 1115. È il 24 luglio. Matilde è nel suo letto che sta morendo. L'assiste amorevolmente suo figlio adottivo Guido Guerra (26) assieme a Suor Adelaide. 


MATILDE: (A Guido, parlandogli, con voce flebile, in un orecchio) Voglio essere sepolta nel Monastero del Polirone fatto costruire da mio nonno, padre di mio padre. E voglio un mausoleo dentro la Chiesa di San Benedetto, l'abbazia sul Lirone, l'affluente del Po, fiume della resurrezione. Tutto questo ho scritto nel mio testamento.


GUIDO: Ma perché pensate di morire, madre? Avete appena 69 anni. Io ho ancora bisogno di voi, voi che mi avete adottato come una vera madre.


MATILDE: (Eludendo la domanda di Guido, continua) Al pari della Celeste Basilica (1), amo tantissimo quel monastero. E tu sai bene quante donazioni ho fatto a quel priore.


GUIDO: In quanto a generosità non avete avuto limiti, mai. Ho saputo che avete fatto fondere tutto il vostro oro che costituiva il tesoro della vostra cappella, per donarlo a Papa Ildebrando in modo che questi potesse sanare la precaria situazione economica di Roma assediata dalle truppe di Enrico IV…


MATILDE: Quel mio gesto valse a poco, figlio mio. Due anni dopo mio cugino ritornò a Roma e s'impossessò ugualmente della Città Leonina. Il papa, terrorizzato, dovette rifugiarsi a Castel Sant'Angelo dove rimase asserragliato per ben due anni. Ah, sapessi… (Piega il capo e fa un gemito)


GUIDO: Perché non vi riposate? Vi prego!


MATILDE: (S'è appena ripresa) Bada che il mio testamento vada a buon fine. Confido in te Guido. E sta attento che Enrico V non s'impossessi di tutto. Il mio patrimonio è destinato alla Chiesa. Ricordalo! Per ogni evenienza resta sempre in contatto col Cardinale Vicario Papale Bernardo degli Uberti. Mi raccomando a te figliolo. Che la Morte sia testimone di questo nostro colloquio e che Dio, suo padrone, m'assolva. (Chiude gli occhi e muore)


GUIDO: Certo che Dio vi assolve (Rivolto verso il cielo), vero? La Tua gloria presso di noi, o Signore, è grazie all'eroismo di costei, se è salva! 
---------------------------------------------------------------------------------------------------------


(1)                 MATILDE era molto devota a San Michele. E sembra che dopo aver  fatto un pellegrinaggio alla Grotta Sacra presso il Santuario del Gargano, dedicato all'Arcangelo Gabriele Principe delle Milizie Celesti, sia rimasta molto legata a quella Celeste Basilica.


Scena Settima: EPITAFFIO


Anno 2003. Qualcuno sta leggendo ad alta voce un libro. Ci sono persone, molto attente, che ascoltano.


La Contessa Matilde di Toscana morì a Bondeno di Roncore, l'attuale Bandanazzo di Reggiolo, il 24 luglio del 1115. Fu sepolta nell'Abbazia del Polirone dentro la Chiesa di San Benedetto, nell'attuale cittadina di San Benedetto Po, nel Mantovano, perché fosse rispettato il suo ultimo desiderio. Però nel 1633, per ordine di Papa Urbano VIII, la sua salma venne traslata a Roma in Castel Sant'Angelo, per essere poi posta definitivamete nel 1645, da Papa innocenzo X, nella Basilica di San Pietro, dentro un superbo mausoleo funebre progettato dal Bernini. Matilde, Contessa di Canossa, Marchesa di Toscana, detta "La Grande Contessa", "Vice-Regina d'Italia" e "Vicaria Papale", è stata il simbolo della sfida all'imperatore e all'antipapa, schierata sempre al fianco della Chiesa nella lotta per le investiture. Morta sola, ha portato però con se in gloria, suo padre, sua madre, i suoi fratelli, i suoi mariti, suo figlio, una dozzina di papi (27), una decina di regnanti, lasciando a testimonianza di tutto ciò il Conte fiorentino Guido Guerra, suo figlio adottivo.


SIPARIO
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
NOTE:
(1)               MATILDE DI TOSCANA detta "La Grande Contessa" (Mantova 1046 - Bondeno 24/7/1115). Figlia terzogenita di BONIFACIO IV "Il Pio" Duca e Marchese di Toscana e di Beatrice di Lorena. I suoi due fratelli, maggiori, muoiono entrambi in età infantile per cui nel 1055 eredita dal padre i domini di Parma, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Spoleto, Camerino, parte della Lombardia. Lo stesso anno viene promessa sposa a GOFFREDO III "Il Gobbo" Duca di Lorena suo fratellastro da parte di sua madre e GOFFREDO "Il Barbuto". Ma lo sposa soltanto nel 1069. Va a vivere in Lorena. Ha un figlio che muore subito. Due anni più tardi nel 1071, abbandona il suo sposo e torna in Italia. Nel 1076 GOFFREDO III viene assassinato. Il 18 aprile dello stesso anno muore sua madre BEATRICE. La Contessa MATILDE sostiene  sempre la politica di Papa GREGORIO VII. E' nel suo Castello di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, che nel 1077 ENRICO IV di Germania si presenta vestito col saio e a piedi nudi, come un pellegrino, al cospetto di Papa ILDEBRANDO (ivi ospite della Grande Contessa), per chiedere perdono. Verrà assolto. Nel 1089 sposa GUELFO "Il Pingue" Duca di Baviera. Egli la segue in Italia.  Ma nel 1095 l'abbandona e se ne torna in Baviera. Nel 1099 adotta un figlio, il futuro Conte fiorentino GUIDO GUERRA. Prima di morire fa testamento destinando tutti i suoi beni e possedimenti alla Chiesa. Si dimostra una donna con eminenti qualità politiche e dotata di una vastissima cultura. Muore a Bondeno il 24 luglio 1115 e viene sepolta al Monastero di Polirone. ENRICO IV (1050 - 1106), figlio di ENRICO III detto Il Nero, Imperatore di Germania ovvero Re germanico di Franconia. Era cugino di MATILDE DI TOSCANA. Si fece incoronare nel 1084 dall'Antipapa CLEMENTE III. (Paul Lacour, Les Amazones, Perrin, Paris 1901) (Nuovissima Enciclopedia Universale Illustrata, Istituto Editoriale di Cultura, Roma 1945) (Enciclopedia Zanichelli, Bologna 1995) (Agostino Saba, Storia dei Papi, UTET, Torino 1936)
MATILDE DI TOSCANA: Questa Signora è una delle più potenti attrici del sanguinoso contrasto tra il Sacerdozio e l’Impero (Lorenzo Pignotti, Storia della Toscana, Nicolò Capurro, Pisa 1815, Tomo II)
(2)           GREGORIO VII (1020 - 1085), papa dal 1073 al 1085, futuro Sant'IILDEBRANDO
(3)                UGO DA CLUNY, Abate Benedettino
(4)                UGO CANDIDO, Cardinale
(5)                LEONE IX
(6)                VITTORE II
(7)                STEFANO IX
(8)                NICCOLO' II
(9)                ALESSANDRO II
(10)             GOFFREDO III il GOBBO, figlio di GOFFREDO il BARBUTO Duca di LORENA sposa MATILDE nel 1069.
(11)             BEATRICE DI LORENA, moglie di BONIFACIO Duca e Marchese di Toscana, madre di MATILDE.
(12)             DESIDERIO, Abate di MONTECASSINO
(13)             Re di Danimarca
(14)             La simonia era la vergognosa compravendita di cariche ecclesiastiche.
(15)             CENCIO
(16)             AGNESE, Imperatrice, madre di Enrico IV.
(17)             GUELFO "Il Pingue" Duca di Baviera. A 16 anni ha sposato MATILDE quarantatreenne.
(18)             Appartenevano alla Contessa MATILDE, oltre Parma, Reggio Emilia, Modena, Spoleto, Camerino e parte della Lombardia: il Castello di Monteveglio, Oliveto, Serravalle, Mongiorgio, Zappolino, Savignano, Nonantola, Sant'Agata, Persiceto, Crespello, Rigosa, Samoggia e altri ancora. 
(19)             BEATRICE DI LORENA
(20)             ANSELMO DA BAGGIO è il futuro Sant'ANSELMO, patrono di Mantova. Nato ad Aosta nel 1033, è morto nel 1109. È stato arcivescovo di Cantorbery. È autore del "Monologion" e del "Proslogion". Come ANSELMO DA LUCCA (1035 - 1086 ca), Vescovo di Lucca nel 1073, è stato sostenitore della lotta per le investiture al fianco di GREGORIO VII.
(21)             ALESSANDRO II, GREGORIO VII, VITTORE III, URBANO II, PASQUALE II.
(22)             La prima Crociata del marzo 1095.
(23)             La battagli di Sorbara nei pressi di Mantova risale al 2/7/1084.
(24)             Nel giugno del 1092
(25)             GUIDO GUERRA Conte fiorentino, figlio adottivo di MATILDE DI TOSCANA.
(26)             Papa GREGORIO VI (morto nel 1047), CLEMENTE II, DAMASO II, LEONE IX, VITTORE II, STEFANO IX, BENEDETTO X, NICCOLO' II, ALESSANDRO II, GREGORIO VII, VITTORE II, URBANO II, PASQUALE II (morto nel 1118)


BIBLIOGRAFIA:


Nuovissima Enciclopedia Universale Illustrata, Istituto Editoriale di Cultura, Roma 1945
Enciclopedia Zanichelli, Bologna 1995
Agostino Saba, Storia dei Papi, UTET, Torino 1936
Paul Lacour, Les Amazones, Perrin, Paris 1901
Lorenzo Pignotti, Storia della Toscana, Nicolò Capurro, Pisa 1815, Tomo II

martedì 29 dicembre 2015

JAN III SOBIESKI: TESTO TEATRALE, RAPPRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS


JAN III SOBIESKI" è un Testo teatrale in lingua italiana, scritto da Alberto Macchi a Varsavia nel 2014. Inedito.

DALL'IDEA, AL TESTO, ALLE RAPPRESENTAZIONI:


Anno 2006
- Alberto Macchi incomincia ad interessarsi specificatamente alla storia del re Jan III Sobieski, nel settembre.
Anno 2009
- Raccoglie parecchio materiale documentario presso le biblioteche e gli archivi in Polonia, ma anche in Europa.
Anno 2010
- Inizia la stesura del testo teatrale.
Anno 2014
- Nel febbraio finisce di scrivere il testo teatrale relativo alla vita e alle gesta del re di Polonia Jan III Sobieski, 
Anno 2015
- Esperimenta la validità del testo con una prima lettura presso il Teatro Galeria Freta di Varsavia, insieme ad alcuni dei suoi allievi di teatro.







Jan III Sobieski (Olesko 17 agosto 1629 – Wilanów 17 giugno 1696), re di Polonia e della Confederazione Polacco-Lituana dal 1674 al 1696. Combatte contro i Cosacchi, i Tartari, gli Svedesi e contro i Moscoviti. Il 12 settembre del 1683, inoltre, interviene in aiuto dell'imperatore Leopoldo I, contro gli Ottomani capeggiati da Kara Mustafa, sconfiggendoli nella Battaglia di Vienna, con la sua cavalleria. La vittoria sui Turchi fa sì che Papa Innocenzo XI gli donerà il “Pontificale” ovvero lo “Stocco Pontificio” ed una sala gli verrà dedicata dentro i Musei Vaticani. I Turchi stessi lo soprannomineranno “Leone di Lehistan”.


Film "11 Settembre 1683"
diretto da Renzo Martinelli
con Jerzy Skolimowski nel ruolo di Re Sobieski
 L'obiettivo di Karà Mustafà, Gran Visir dei Turchi Ottomani, era di giungere con il suo esercito fino a Roma e trasformare la Basilica di San Pietro in una Moschea. Se tutto questo non accadde, lo si deve ad un frate Italiano, Marco Da Aviano, e a un Re Polacco, Jan Sobieski, che, con la  sua Cavalleria degli Ussari Alati e a capo degli eserciti Cristiani della Lega Santa. sconfisse i Musulmani a Vienna, fermando così la loro avanzata in Europa.



18.02.18 - 0.060



giovedì 24 dicembre 2015

GIOVANNI ANTONIO MACCHI: TESTO TEATRALE, RAPPRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS



GIOVANNI ANTONIO MACCHI (o MACHIO) (Varese? … – Varsavia …) Trasferitosi in Polonia dall’Italia nei primi anni della seconda metà del XVIII secolo, nel 1786 già possiede un suo Gabinetto di Fisica nei pressi del Castello Reale di Varsavia, esattamente in Ulica Krakowskie Przydmieiśćy, n. 381. Disponendo di un tale laboratorio, peraltro ben attrezzato, proprio sulla Via Reale, alla porta della città, oltre a collaborare con architetti e costruttori italiani e stranieri al servizio del Re Stanislao Augusto, trova presto lavoro presso i molti teatri che stanno sorgendo in città in quel momento, dove vengono montate le più moderne e grandi macchine teatrali, con i vari congegni e ingranaggi per le scenografie mobili. Giovanni Antonio Macchi, in questa circostanza, si trova ad essere particolarmente impegnato come scenotecnico in quanto conoscitore della fisica e della meccanica.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
NOTE:

- Il 15 dicembre del 1812 l'alunno del Liceo di Milano Antonio Macchi, probabile suo parente, riceve una medaglia d'oro dal Ministero degli Interni del Regno d'Italia.
- Bartolomeo Macchi del Corpo Legislativo, altro suo probabile parente, nel 1802 risulta nel Catalogo degli Associati a Milano.
- Antonio, Benedetto, Francesco, Giovanni Macchi, ancora altri probabili suoi parenti, nel 1824 sono sarti per uomo e abitano tutti a Milano: a Corsia Broletto, i primo, a Corsia San Vittore, il secondo, a Corsia del Falcone il terzo e a Corsia del Rebecchino il quarto.
- Aurelio e Domenico Aurelio Macchi, sempre suoi probabili parenti, nel 1824 sono droghieri a Milano e abitano a in Cordusio il primo e in Borgo Porta Romana il secondo.
- Antonio Macchi nel 1835, possibile suo parente, dirige in San Moisè a Venezia un Teatro di Marionette eccellentissimo chiamato "del Girolamo servo sciocco" ovvero della  maschera piemontese "Gerolamo della Crina". Ha un repertorio di 24 rappresentazioni del "Guerino". Egli stesso scrive i testi e le musiche, oltre a manovrare i personaggi. Il giornale Apatista di Venezia e la Gazzetta della Provincia di Como lo menziona entusiasticamente. Il 12 marzo 1824 ha già replicato al Ponte dei Fabbri in Milano, "Rosa di Viterbo", "La Cenerentola" e il 20 dicembre 1826, ancora a Milano, la "Donzella ravveduta ossia la Villanella di Cortona", sempre con Girolamo come protagonista. Il 5 maggio 1838 è a Como.
- Antonio Macchi, possibile suo parente, nel 1815 è un ingegnere a Milano.
- Il Teatrino al Ponte de Fabbri è diretto dal burattinaio Antonio Macchi, coadiuvato da Maddalena Rossi. Tre locali, dunque ... serraglio di belve. Nei due anni successivi, al Gerolamo agiscono con giuochi di fisica, matematica, idraulica, ecc., il signor De Rossi e la moglie ... Un altro tentativo sarà fatto dal Macchi nel 1823 per trasferirsi dal Ponte de Fabbri alla Sala detta del Gambarino nella non certo periferica contrada di S. Pietro all'Orto; ma anche questa volta inutilmente.
- Colla sera di domenica 29 corrente ottobre la compagnia delle Marionette diretta da Antonio Macchi detta Gerolamo darà principio al solito suo corso di Recite nel locale in calle del Carro.
- Rilegatura e sigillo del diploma di laurea in giurisprudenza, conferito dal Collegio dei Giureconsulti a Marc'Antonio Macchi, 14 sett. 1711. Archivio Osp. Magg.
- Il teatro di Piazza Beccaria a Milano prese nome dalla maschera piemontese Gerolamo della Crina, resa famosa da Antonio Macchi, a detta del Vignier, nel 1835.
- Pietro Antonio Macchi, Parroco di Novedrate nel 1786.
- Il Tribunale di Colle procedette subito ad inventariare i beni mobili ed immobili, ed a venderli all'incanto, secondo quanto ordinato il 7 ottobre 1786 dal Segretario del Regio Diritto, e dalla Real Segreteria di Stato, con lettera del 13 ottobre 1787. Fu incaricato della stima del mobilio Agostino Zuccotti di Firenze, mentre Andrea Macchi di Siena stimò gli argenti. Questo accurato inventario ci ha lasciato preziose indicazioni non solo sulla qualità e quantità dell'arredamento.
- Alla fine dell'anno 1818 si sciolse l'Accademia dei Retori-Melici. Il teatro fu ridotto ad uso marionette, a pagamento, dal signor Antonio Macchi, e fu aperto «con molta soddisfazione e concorso pubblico» – dice Giacomo Chiappari – il 7 marzo 1819. – Il teatro durò circa dieci anni.



VARI MACCHI 
https://books.google.pl/books?id=YtBqe78k9_gC&pg=PA489&dq=1794+pietro+antonio+macchi+novedrate&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj537KUluzXAhWJA5oKHXiODB4QuwUIKjAA#v=onepage&q=macchi&f=false

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


ANTONIO MACCHI, alunno del medesimo Liceo di Milano, pel tema di fisica; professore il sig. ab. Giuseppe Raccagni, membro dell’Istituto. Il 16 agosto del 1812 gli è stato assegnato il Gran Premio dei Licei, istituito con Decreto del 15 novembre 1811. (Giornale italiano, Milano 1812) (Collezione degli atti delle solenni distribuzioni de' Premj dell’Industria dal 1806, Imp. Regia Stamperia, Milano 1824)

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------

ANTONIO MACCHI, Direttore della Sala delle Marionette a Ponte de' Fabbri, dove si recitano le proprie opere. (Gazzetta di Milano, Milano 1822)



-------------------------------------------------------------------------------------------------------------











mercoledì 7 ottobre 2015

KRZYSZTOF ZANUSSI: TESTO TEATRALE, RAPPESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS


KRZYSZTOF ZANUSSI
(Ur. 17 czerwca 1939 w Warszawie)

------------------------------------------------------------------------



------------------------------------------------------------------------

“Ruch Teatralny”
Listopad 1999. Rok 6, nr 8 (47)
(Tygodnik Powszechny nr 46)
Gdańsk - Warszawa: Centrum Edukacji Teatralnej 1999.
“Ruch Teatralny” jest to pismo jedyne w swoim rodzaju, niezbędne dla wszystkich osób zawodowo związanych ze sceną i pasjonujących się teatrem. Zamieszcza ono przedruki z wielu tytułów prasy krajowej. Całości dopełnia repertuar wszystkich polskich instytucji teatralnych i scen oraz składy zespołów aktorskich.

711. “Jerzy Grotowski i Krzysztof Zanussi zostali laureatami Międzynarodowej Nagrody Fra Angelice Nagroda ustanowiona została, aby przygotować środowisko artystów do najbliższego jubileuszu świata sztuki, który odbędzie się w Bazylice Santa Maria Sopra Minerva 18 lutego 2000 roku (rocznica śmierci Fra Angelico). Wręczenie nagrody Grotowskiemu i Zanussiemu obyło się 3 listopada w Rzymie, w kościele św. Stanisława (...) Uroczystości towarzyszył spektakl poświęcony postaci bl. Fra Angelico, napisany i wyreżyserowany przez Alberto Macchi” (Tygodnik Powszechny nr 46).

711. "Jerzy Grotowski e Krzysztof Zanussi hanno ricevuto il Premio Internazionale Beato Angelico Premio che è stato istituito per preparare l'ambiente degli artisti al prossimo anniversario del mondo dell'arte, che si terrà nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva il 18 febbraio dell’anno 2000 (anniversario della morte del Beato Angelico). La cerimonia di premiazione a Grotowski e a Zanussi, tra gli altri, è avvenuta il 3 novembre a Roma, nella chiesa di San Stanislauo dei Polacchi (...) La cerimonia è stata accompagnata da una performance dedicata al Beato Beato Angelico, scritta e diretta da Alberto Macchi" (Tygodnik Powszechny n ° 46).

------------------------------------------------------------------------
e-teatr.pl
7 października 2015 / kalendarium Krystyna, Marii, Marka
KRYSZTOF ZANUSSI - 1998 rok, nagroda: Fra Angelico, nagroda za zasługi w rozpowszechnianiu we Włoszech kulturalnego i artystycznego dziedzictwa i dorobku Polski. 

------------------------------------------------------------------------

"IL BEATO ANGELICO" - DLA POLSKICH TWÓRCÓW
Angela Sołtys

...........................................................................................................................................................
Uroczystość zamknęła rozpisana na głosy lektura tekstu sztuki "Il Beato Angelico", której inscenizację przygotował sam autor - Alberto Macchi, powierzając główne kwestie wykonawcom włoskim i polskim. W tym miejscu na podkreślenie zasługuje fakt, że "Il Beato Angelico" jest pierwszym, i dotąd jedynym, utworem scenicznym poświęconym osobie Błogosławionego. Sam tekst, będący rezultatem niełatwych dociekań nad życiem i duchowością Fra Angelico powstał na bazie skąpych i rozproszonych informacji zawartych w dostępnych źródłach i literaturze. Pomimo to sceniczną osobowość tego niezwykłego dominikanina, żyjącego jakby w cieniu wielkich wydarzeń, cechuje autentyzm i wyrazistość. Klimat epoki, życia, spotykanych przezeń osób pozostaje tłem dla podkreślenia ogromnej konsekwencji tkwiącej w zasadach całego życia artysty.
........................................................................................................................................................
 (Wszystkie artykuły pochodzące z "Kronik Rzymskich" zamieszczone na stronach Opoki Kronika Rzymska 118 (1999) 
------------------------------------------------------------------------


Programma del "Premio Beato Angelico" 
assegnato, tra gli altri, a Krzysztof Zanussi e Jerzy Grotowski. 
Dedicato a Jerzy Hordyński e Marian Stroine. 
Comitato d'Onore: 
Józef Glemp, Innocenzo Venchi, Szczepan Wesoły, 
Żbigniew Kiernikowski, Giovanni Monti, Myrosław Pilśniak. 
Comitato Artistico: 
Claudio Strinati, Mina Gregori, Maurizio Calvesi, Elżbieta Jogałła, Krzysztof Żaboklicki, 
Jan Andrzej Kłoczowski, Stefania Macioce. 
Madrina Emy De Sica. Sono intervenuti, tra gli altri, Ettore Scola e Carlo Lizzani. 

------------------------------------------------------------------------

Roma, 3 novembre 1998 
Momento della consegna del Premio "Beato Angelico" 
presso la Chiesa di San Stanislao dei Polacchi.

------------------------------------------------------------------------

 
"BEATO ANGELICO" 
è un Atto Unico Teatrale, in lingua italiana, con la prefazione di Pippo Di Marca, pubblicato a Roma dalla Editrice AETAS, nell'anno 2005. 
Momento della consegna del Premio "Beato Angelico" 
presso la Chiesa di San Stanislao dei Polacchi.

------------------------------------------------------------------------


"A Macchi wie, co mówi, bo jak rzadko kto zna się na świętych i błogosławionych. Pisząc swoje kolejne sztuki, gruntownie studiował życiorysy Stanisława Kostki, Brata Alberta, Alojzego Felińskiego. Krytycy zaznaczają, że pokazuje świętych ze słabościami, zbliżając ich przez to do zwykłych śmiertelników. Na przykład św. Brata Alberta – palącego papierosy podczas malowania. Ten włoski dramaturg i reżyser mieszkający w Rzymie i w Warszawie" ... (Barbara Gruszka-Zych, "Uświęcanie brudnych nóg", Gość Niedzielny n. 34, 28/8/2011)

------------------------------------------------------------------------

"Alberto Macchi, artysta znany w Italii i poza jej granicami. Zafascynowany Polską [...].  Bohaterami jego dramatów są wybitni święci Kościoła oraz postacie historyczne, także z polskiej historii". [...] "Alberto Macchi, un artista conosciuto in Italia e all'estero, è affascinato dalla Polonia [...] . I protagonisti dei suoi drammi sono i Santi della Chiesa e importanti figure storiche, anche della storia polacca". (Ks. Stanisław Budzik, Gość Niedzielny, 9/2004)

------------------------------------------------------------------------

Alberto Macchi (Roma, 1º febbraio 1941) è un regista teatrale e drammaturgo italiano. Come regista di teatro si forma in seno all’Avanguardia Teatrale Romana (da Giancarlo Nanni, a Memè Perlini, a Carmelo Bene) e frequentando i laboratori e i seminari di Lindsey Kemp, Judith Malina, Susan Stansberg, Ariane Mnouchkine, Alessandro Fersen, Jerzy Grotowski. […] (Da: Wikipedia)

------------------------------------------------------------------------
..................................................................................................
 Chciałabym przy okazji tego spotkania przekazać Czytelnikom "Gościa Niedzielnego" moje serdeczne pozdrowienia i życzenia wszystkiego, co najlepsze a także podziękować za życzliwość i serdeczność. Szczególnie serdecznie chciałabym podzękować dyrektorowi artystycznemu Nagrody p. Alberto Macchi oraz p. Angeli Sołtys, która z serdecznością informowała mnie o wielu ważnych sprawach dotyczących nagrody."
My również życzymy p. Alicji wielu dalszych sukcesów i zapraszamy na występy.
(Jolanta Gąsawska – “Nagroda Fra Angelico w Tarnowie”, Tarnowski Gość Niedzielny 1999) 

------------------------------------------------------------------------

KRZYSZTOF ZANUSSI CON ALBERTO MACCHI (REDATTORE DI GAZZETTA ITALIA)


------------------------------------------------------------------------


   




0.000 - 07.10.15

lunedì 5 ottobre 2015

JERZY GROTOWSKI: TESTO TEATRALE, RAPPESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS


TEATR LABORATORIUM / TEATRO POVERO

JERZY GROTOWSKI
Portret autorstwa Zbigniewa Kresowatego z Wikipedii  Ritratto d'autore di Zbigniew Kresowaty

JERZY GROTOWSKI

(Rzeszów/Polonia 11/08/1933 – Pontedera/Italia 14/01/1999)




------------------------------------------------------------------------


Wyborcza.pl / KULTURA

I mija 20 lat i w 1998 roku tenże Grotowski dostaje wielką kościelną, międzynarodową nagrodę artystyczną Fra Angelico w Rzymie, której kard. Glemp jest przewodniczącym komitetu honorowego. 


------------------------------------------------------------------------





“Ruch Teatralny”
Listopad 1999. Rok 6, nr 8 (47)
(Tygodnik Powszechny nr 46)
Gdańsk - Warszawa: Centrum Edukacji Teatralnej 1999.
“Ruch Teatralny” jest to pismo jedyne w swoim rodzaju, niezbędne dla wszystkich osób zawodowo związanych ze sceną i pasjonujących się teatrem. Zamieszcza ono przedruki z wielu tytułów prasy krajowej. Całości dopełnia repertuar wszystkich polskich instytucji teatralnych i scen oraz składy zespołów aktorskich.

711. “Jerzy Grotowski i Krzysztof Zanussi zostali laureatami Międzynarodowej Nagrody Fra Angelice Nagroda ustanowiona została, aby przygotować środowisko artystów do najbliższego jubileuszu świata sztuki, który odbędzie się w Bazylice Santa Maria Sopra Minerva 18 lutego 2000 roku (rocznica śmierci Fra Angelico). Wręczenie nagrody Grotowskiemu i Zanussiemu obyło się 3 listopada w Rzymie, w kościele św. Stanisława (...) Uroczystości towarzyszył spektakl poświęcony postaci bl. Fra Angelico, napisany i wyreżyserowany przez Alberto Macchi” (Tygodnik Powszechny nr 46).

711. "Jerzy Grotowski e Krzysztof Zanussi hanno ricevuto il Premio Internazionale Beato Angelico Premio che è stato istituito per preparare l'ambiente degli artisti al prossimo anniversario del mondo dell'arte, che si terrà nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva il 18 febbraio dell’anno 2000 (anniversario della morte del Beato Angelico). La cerimonia di premiazione a Grotowski e a Zanussi, tra gli altri, è avvenuta il 3 novembre a Roma, nella chiesa di San Stanislauo dei Polacchi (...) La cerimonia è stata accompagnata da una performance dedicata al Beato Beato Angelico, scritta e diretta da Alberto Macchi" (Tygodnik Powszechny n ° 46).

------------------------------------------------------------------------

http://www.paginasc.it/prodotti/gestione/allegato/gazzetta_del_mezzogiorno_27aprile2014.pdf

------------------------------------------------------------------------

[...] nel recupero di figure ereticali a lungo osteggiate e finalmente addomesticate e ricondotte nel solco della dottrina - si può capire il vero e proprio colpo di scena finale della biografia grotowskiana. Abbandonate da tempo al loro destino le folle di giovani adepti dell’era dell’Acquario che tanto avevano preoccupato il primate polacco, Grotowski, considerato un bestemmiatore, ricevette il Premio vaticano “Fra’ Beato Angelico”, istituito per iniziativa di Giovanni Paolo II. (Ludwig Flaszen, Se ne è andato, in UT, p. 131). Ricorda il fratello Kazimierz che quando gli venne annunciato il riconoscimento, pochi giorni prima della morte, Grotowski sorrise (vedi UT, p. 85). [...] (ateatro 101.10 - Il codice Grotowski, Appunti sulla bibliografia grotowskiana, di Oliviero Ponte di Pino) 

------------------------------------------------------------------------

[...] Dążenie do ożywiania metafizycznych odczuć poprzez bluźnierstwo i wywoływania w ten sposób pewnego rodzaju katharsis3 spotkało się z aprobatą znacznej części krytyków. Jednakże bardzo szanowany kardynał Stefan Wyszyński publicznie je potępił i w czasie kazania na Skałce 9 maja 1976 roku określił spektakl Apocalypsis cum figuris jako obrzydliwy. Dla przeciwwagi można nadmienić, że Grotowski otrzymał w 1998 roku nagrodę „Il Beato Fra Angelico” ufundowaną przez papieża Jana Pawła II. (Michał Masłowski, Od obrzędu żałobnego do świeckiej mszy. Wykład wygłoszony w trakcie konferencji „Antropologie théâtrale selon Jerzy Grotowski”, która odbyła się w Paryżu 17–21 października 2009) 
------------------------------------------------------------------------


[...] Ale arcybiskupi czasem już pisali krytycznie o innych sztukach, co przypomniał ojciec Dostatni w ramach wywiadu w "Gazecie Wyborczej" - zaznacza, że dawniej u krakowskich dominikanów pokazywały swe sztuki awangardowe Ósemki. Spektaktl Grotowskiego "Apocalypsis cum figuris" został ostro oprotestowany przez biskupa Dąbrowskiego, ba, kardynał Wyszyński nazywa go prawdziwym świństwem. Mija lat dwadzieścia i Grotowski otrzymuje nagrodę Fra Angelico, międzynarodową, artystyczną, kościelną w Rzymie, w kapitule której zasiada kardynał Józef Glemp. [...]  (sokolisko, czyli zdrowy rozsądek ponad wszystko: sokolisko,czyli wszystko wiara; religia;rozsądek; refleksja;historia. Piknik na Golgocie z Tygodnikiem, 23 czerwca 2014) 

 […] otrzymuje honorowe obiwatelstwo miasta Wrocławia ... oraz Nagrodę Beato Angelico.


Rok otrzymania: 1998 - Nagroda Fra Angelico za zasługi w rozpowszechnaniu we Włoszech kulturalnego i artystycznego dziedzictwa i dorobku Polski

Tomasz Dostatni
W czasach prehistorycznych, w latach 70. XX w., wystawiany był spektakl „Apocalypsis cum figuris” Jerzego Grotowskiego. Wtedy pojawił się protest biskupa Bronisława Dembowskiego, który powiedział, że to jest coś niegodnego, a prymas Stefan Wyszyński stwierdził, że to jakieś paskudztwa. Nie minęło 20 lat, a Jerzy Grotowski dostał wielką watykańską nagrodę im. Fra Angelico, którą wręczył mu prymas Józef Glemp. Między sztuką a religią musi następować wzajemne przenikanie. U Mickiewicza też znajdziemy elementy obrazoburcze, a dziś to kanon polskiej literatury.

------------------------------------------------------------------------

"IL BEATO ANGELICO" - DLA POLSKICH TWÓRCÓW
Angela Sołtys


Uroczystość zamknęła rozpisana na głosy lektura tekstu sztuki "Il Beato Angelico", której inscenizację przygotował sam autor - Alberto Macchi, powierzając główne kwestie wykonawcom włoskim i polskim. W tym miejscu na podkreślenie zasługuje fakt, że "Il Beato Angelico" jest pierwszym, i dotąd jedynym, utworem scenicznym poświęconym osobie Błogosławionego. Sam tekst, będący rezultatem niełatwych dociekań nad życiem i duchowością Fra Angelico powstał na bazie skąpych i rozproszonych informacji zawartych w dostępnych źródłach i literaturze. Pomimo to sceniczną osobowość tego niezwykłego dominikanina, żyjącego jakby w cieniu wielkich wydarzeń, cechuje autentyzm i wyrazistość. Klimat epoki, życia, spotykanych przezeń osób pozostaje tłem dla podkreślenia ogromnej konsekwencji tkwiącej w zasadach całego życia artysty.
......................................................................................................................
ierną z historycznego punktu widzenia, a zarazem poruszającą w jej duchowym przesłaniu.
W bieżącym roku odbędą się kolejne edycje "Międzynarodowej Nagrody Błogosławionego Fra Angelico". 18 lutego w kościele Santa Maria sopra Minerwa przewidywane jest wręczenie nagród artystom z krajów Ameryki Łacińskiej. Projektowana jest także powtórna edycja nagrody dla Polski. Miałaby ona odbyć się w Warszawie i objąć - zgodnie z zamierzeniami - twórców na stałe związanych z krajem. (Wszystkie artykuły pochodzące z "Kronik Rzymskich" zamieszczone na stronach Opoki: Kronika Rzymska 118 (1999) 

------------------------------------------------------------------------


W listopadzie ub.r. w kościele pw. św. Stanisława w Rzymie odbyła się pierwsza polska edycja Międzynarodowej Nagrody Bł. Fra Angelico. Komitetowi Honorowemu przewodniczył kard. Józef Glemp.
Fra Angelico, przedstawiciel malarstwa florenckiego, został beatyfikowany w 1984 r. i ogłoszony Patronem Świata Sztuki. Rok później z inicjatywy artystów włoskich utworzono Międzynarodową Nagrodę Bł. Fra Anglico, która ma przygotować środowiska artystyczne wielu krajów świata do Jubileuszu Roku 2000 i specjalnej edycji Nagrody 18 II 2000 r. podczas Jubileuszu Świata Sztuki. […] Szczególnie serdecznie chciałabym podzękować dyrektorowi artystycznemu Nagrody p. Alberto Macchi oraz p. Angeli Sołtys, która z serdecznością informowała mnie o wielu ważnych sprawach dotyczących nagrody."
My również życzymy p. Alicji wielu dalszych sukcesów i zapraszamy na występy.
(Jolanta Gąsawska – “Nagroda Fra Angelico w Tarnowie”, Tarnowski Gość Niedzielny 1999) 

------------------------------------------------------------------------



Programma del "Premio Beato Angelico" 
assegnato, tra gli altri, a Krzysztof Zanussi e Jerzy Grotowski. 
Dedicato a Jerzy Hordyński e Marian Stroine. 
Comitato d'Onore: 
Józef Glemp, Innocenzo Venchi, Szczepan Wesoły, 
Żbigniew Kiernikowski, Giovanni Monti, Myrosław Pilśniak. 
Comitato Artistico: 
Claudio Strinati, Mina Gregori, Maurizio Calvesi, Elżbieta Jogałła, Krzysztof Żaboklicki, 
Jan Andrzej Kłoczowski, Stefania Macioce. 
Madrina Emy De Sica. Sono intervenuti, tra gli altri, Ettore Scola e Carlo Lizzani. 

------------------------------------------------------------------------

Roma, 3 novembre 1998 
Momento della consegna del Premio "Beato Angelico" 
presso la Chiesa di San Stanislao dei Polacchi.

------------------------------------------------------------------------

 
"BEATO ANGELICO" 
è un Atto Unico Teatrale, in lingua italiana, con la prefazione di Pippo Di Marca, pubblicato a Roma dalla Editrice AETAS, nell'anno 2005. 
------------------------------------------------------------------------

Gość Niedzielny 20-27 Grudnia 1998

Kronika Rzymska, Genn-Febbr-Marzo 1999

Il Gazzettino - Pordenone 6 Nov. 1998


Gość Niedzielny 18 Kwietnia 1999


Quo Vadis, 5-6 1998



--------------------------------------------------------------------

"A Macchi wie, co mówi, bo jak rzadko kto zna się na świętych i błogosławionych. Pisząc swoje kolejne sztuki, gruntownie studiował życiorysy Stanisława Kostki, Brata Alberta, Alojzego Felińskiego. Krytycy zaznaczają, że pokazuje świętych ze słabościami, zbliżając ich przez to do zwykłych śmiertelników. Na przykład św. Brata Alberta – palącego papierosy podczas malowania. Ten włoski dramaturg i reżyser mieszkający w Rzymie i w Warszawie" ... (Barbara Gruszka-Zych, "Uświęcanie brudnych nóg", Gość Niedzielny n. 34, 28/8/2011)
------------------------------------------------------------------------
"Alberto Macchi, artysta znany w Italii i poza jej granicami. Zafascynowany Polską [...].  Bohaterami jego dramatów są wybitni święci Kościoła oraz postacie historyczne, także z polskiej historii". [...] "Alberto Macchi, un artista conosciuto in Italia e all'estero, è affascinato dalla Polonia [...] . I protagonisti dei suoi drammi sono i Santi della Chiesa e importanti figure storiche, anche della storia polacca". (Ks. Stanisław Budzik, Gość Niedzielny, 9/2004)

------------------------------------------------------------------------

Alberto Macchi (Roma, 1º febbraio 1941) è un regista teatrale e drammaturgo italiano. Come regista di teatro si forma in seno all’Avanguardia Teatrale Romana (da Giancarlo Nanni, a Memè Perlini, a Carmelo Bene) e frequentando i laboratori e i seminari di Lindsey Kemp, Judith Malina, Susan Stansberg, Ariane Mnouchkine, Alessandro Fersen, Jerzy Grotowski. […] (Da: Wikipedia)

------------------------------------------------------------------------

JERZY GROTOWSKI IN ITALIA








0.000 - 05.10.15
0.150 - 15.11.16