lunedì 18 luglio 2011

JAN VERMEER: TESTO TEATRALE, RAPPRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS




"JAN VERMEER" è un Intervento Teatrale, scritto da Alberto Macchi, in lingua italiana, nel 2011 a Roma, inedito.

Scena Unica: CHI SONO REALMENTE
Delft, anno 1675. Si sente una musica. Un manichino di spalle al pubblico simula Jan Vermeer negli abiti del pittore al lavoro. Si trova in fondo a sinistra sulla scena, davanti al suo cavalletto, con in mano i pennelli e la tavolozza dei colori. Intanto il vero Jan Vermeer, flemmatico percorre lo studio da sinistra a destra e da destra a sinistra. Improvvisamente s’accomoda su una di quelle sedie caratteristiche rappresentate nei suoi dipinti e rivolto al pubblico.
JOHANNES: Perché vi ho convocati qui in teatro, a voi tutti? Non certo per esibirmi come farebbe un attore. È che è giunto il momento, prima di crepare, di rivelarvi chi realmente sono stato e sono io! Ma incominciamo da certe mie radicate convinzioni. Io sono, per mia indole, una figura costantemente immersa nel mistero, magari un animale socievole, ma misterioso; uno che resta in ombra perché spesso incapace di proporsi. Non è un caso se sono un povero disgraziato del segno zodiacale dello scorpione il quale però, se disturbato, può pungere; ma così diverso dal mio connazionale Rembrandt, un cancro benestante che invece con le sue chele egli ha sempre pizzicato, o meglio spizzicato, qua e là, vissuto bene e pertanto morto famoso soltanto cinque anni fa. Le stelle, come asseriva Tommaso Campanella, indicheranno soltanto, senza determinare, ma agli astri e a quello che essi predicono io ci credo. Devo premettere che la pigrizia è stata ed è la mia virtù artistica o, se volete, la mia rovina economica. Fin da ragazzo, infatti sono stato indolente e ribelle. Malgrado mio padre m’avesse indirizzato da questo o da quel maestro, io disegnavo e dipingevo, ma non apprendevo nulla. Avevo già tutto nella testa, sapevo già quello che in futuro avrei voluto esprimere, ma ogni volta subentrava in me la pigrizia mista all'incostanza che mi rovinava ogni buon proposito. Così ero sempre combattuto tra questi due pendieri "Devo essere vivo e vegeto!" e "Sono vivo. E vegeto!?". A me non piacevano quei quadri stereotipati, caratteristici del mio tempo. Io dovevo lavorare sulla luce, sui suoi effetti in pittura, un po’ come aveva fatto Caravaggio, ma andando oltre lui. Ma poi, per la pigrizia, finiva che preferivo aiutare mio padre nella sue molteplici attività, da quella interessantissima di tessitore di “Caffa”, un’arte, con i suoi segreti come la pittura, a quella di locandiere, a quella di mercante d’arte. Però, con lui, potevo incontrare tanta gente, d’ogni ceto sociale e visionare centinaia di quadri altrui e intere collezioni d’opere d’arte. E poi potevo seguire gli altri miei fratelli e sorelle più piccoli di me che però già aiutavano mio padre. Quindi una vita turbolenta, fatta di gente diversa proveniente da mezza Europa, una vita fatta di taverne, di incontri, di ambienti, per cui potevo avere costantemente sotto gli occhi un “variegato florilegio di umanità”, quell’umanità vera che andavo cercando, da riportare un giorno sulla tela. E poi, la sera e all’alba quelle luci diffuse in casa, la nostra dimora, tutta pace e serenità, curata da mia madre, tanto paziente, sempre tanto innamorata di mio padre e di noi tutti. Ma avvenne che improvvisamente, un giorno, ho iniziato a dipingere, senza maestri e senza allievi. Da solo. Ho continuato per oltre cinque anni; fino a quando non ho deciso di partecipare all’apprendistato della durata di sei anni, presso la Gilda di San Luca, al fine di divenire Membro di una tale Corporazione che tutela gli interessi artisti e le loro opere. Prima di essere nominato Membro della Gilda di San Luca, volli sposare, anche se tra mille difficoltà, la mia Caterina, una dama splendida che amavo da sempre. Io però protestante e lei cattolica! Potete immaginare l’indignazione delle nostre reciproche famiglie. .............................(Segue)

venerdì 15 luglio 2011

GIORGIO III: TESTO TEATRALE, RAPPRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS



“GIORGIO III" è un Testo Teatrale scritto in lingua italiana da Alberto Macchi a Roma nel 2001. Inedito.

Scena Seconda: FOLLIA
Londra. Anno 1810. Giorgio III Hanover in camicione da notte, corre lungo i viali del suo parco fra le statue di marmo. Sembra si stia divertendo come un bambino.
GIORGIO: (S'avvicina ad una statua di marmo e, fissandola profondamente negli occhi, quasi urla) Se ho sancito l'Indipendenza delle Colonie inglesi in America, non è stato perché sono un debole retrogrado … e neanche perché sono un folle, ma semplicemente perché sono un liberale che appoggia i liberali di tutto il mondo, anche quelli che si trovano in America e che vogliono uno Stato tutto loro. (S'avvicina ad un'altra statua di marmo e, guardandola negli occhi con determinazione, quasi a bassa voce continua) E anche tu sappi che se alla morte di Luigi XVI ho dichiarato guerra alla Francia, non è stato perché sono un vigliacco … e neanche perché sono un incosciente, ma semplicemente perché sono un temporeggiatore che si muove al momento opportuno, un liberale coerente, … sempre. Quella Francia repubblicana infatti mi stava sullo stomaco. (Roteando su se stesso con le braccia aperte, come a rivolgersi al mondo intero) Che si sappia anche questo! Io sono armato fino ai denti, come San Giorgio (1), il mio santo protettore, (Rivolto alle due statue) che poi è anche il vostro santo protettore e che con San Michele io onorerò finché vivrò (2). Io sono un uomo d'azione insomma! (Da qualche pugno nel vuoto) Un boxer (3). Certo non sono invulnerabile, anche io provo le mie paure, non crediate! Ma io, a differenza dei codardi, ci passo attraverso, alla paura; la vivo tutta fino in fondo. Secondo me, infatti, esporsi alla paura quando essa si presenta, è la più grande medicina per curarla. Con le proprie paure, l’uomo, tutto dovrebbe fare, tranne che evitarle, rifugiandosi negli altri, rifugiandosi nell’oppio, nel laudano, o nelle panacee dei ciarlatani.

NOTE:
(1) La Festa di San Giorgio, Patrono d'Inghilterra, di Russia e di Genova, ricorre il 23 aprile (Nuovissima Enciclopedia Illustrata, Roma 1945).
(2) Il Molto Distinto Ordine di San Michele e San Giorgio - The Most Distinguished Order of Saint Michael and Saint George è un ordine cavalleresco britannico che venne istituito nel 1818 da GIORGIO, Principe di Galles. GIORGIO prese a cuore anche la Chiesa di Saint Michael in Cornovaglia posta su un’isola collegata alla terraferma soltanto durante le basse maree, proprio come la Chiesa di Saint Michel in Normandia.
(3) GIORGIO III amava e seguiva così tanto le gare di pugilato che si allenava, egli stesso, ogni giorno con un maestro di boxe.


"Giorgio III Hanover in una moneta del XVIII secolo")


"Saint Michael's Mount in Cornovaglia" (Grand Bretagna)
(Foto tratta da wikipedia )

"Mont Saint Michel in Normandia" (Francia)
(Foto tratta da wikipedia)



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Sono un appassionato di ricerche sul "Grand Tour e sulle Accademie dell'Arcadia e di San Luca nel XVIII secolo". Vivo in Italia ed in Polonia dove, di tanto in tanto, AMO VIAGGIARE NELLO SPAZIO E NEL TEMPO. Chiunque, residente in uno di questi due paesi, nutra la mia stessa passione, può contattami per un incontro in cui condividere e scambiarsi esperienze, foto, opere, documentazioni raccolte a tutt'oggi e magari per concordare un'eventuale escursione, tra realtà e immaginazione, da fare insieme successivamente.



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domenica 3 luglio 2011

CRISTINA DI SVEZIA: TESTO TEATRALE, RAPPRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS



“CRISTINA DI SVEZIA" è un Testo Teatrale scritto in lingua italiana da Alberto Macchi a Roma nel 2001. Inedito.

DALL'IDEA ALLA STESURA DEL TESTO, ALLE RAPPRESENTAZIONI:

Anno 1999
- Alberto Macchi comincia ad interessarsi di Cristina di Svezia dopo aver visitato la sua tomba in San Pietro.
Anno 2000
- Visita la Galleria dei quadri e la stanza nel Palazzo Corsini a Roma dove Cristina di Svezia morì. Da qui raccoglie materiale utile per la stesura del testo teatrale.
- Visita la Mostra dedicata a Cristina di Svezia presso Palazzo Ruspoli a Roma. Da qui raccoglie altro materiale utile per la stesura del testo teatrale.
Anno 2001
- Dopo accurate ricerche in varie biblioteche di Roma, Macchi termina la stesura del testo teatrale, corredato di cronologia, note e bibliografia.
Anno 2009
- Lettura Drammatizzata del testo "Cristina di Svezia" a cura dell'autore presso il Teatro "Enrico Marconi" di Varsavia.

SCENA TRATTA DAL TESTO TEATRALE:


Scena Seconda: FOLLIA
PERSONAGGI:
CRISTINA Alessandra, Regina di Svezia
GUSTAVO ADOLFO, Re di Svezia, suo padre
ELEONORA Hoenzollern, sua madre
CARLO GUSTAVO, Re di Svezia, suo cugino
AZZOLINI Decio, Cardinale, suo amico
SANTINELLI Francesco, Conte, suo amico
EBBA Sparre, Contessa, sua amante
ANGELICA, sua amante
MONALDESCHI Giovanni Rinaldo, suo amante
ACCIAIOLI Filippo, fiorentino, socio del Teatro Tordinona
D'ALIBERT Giacomo, Conte, suo amico
INNOCENZO XI, Papa Odescalchi, detto Papa Minga
CHIGI Fabio, Cardinale (diverrà Papa Alessandro VII)
ROSPIGLIOSI; Cardinale (diverrà Papa Clemente IX)
ORAZIO Di Borbone, canaglia al suo servizio
LIGORIO Pirro, architetto
Sacerdote
Inserviente
ATTO UNICO
(in sette scene)
I Scena: PROLOGO (1692)
II Scena: RIFLESSIONI (1675)
III Scena: LAGO (1676)
IV Scena: CARNEVALE (1686)
V Scena: ANGELICA (1687)
VI Scena: EPILOGO (1689)
VII Scena: EPITAFFIO (1689)
L'azione ha inizio a Roma, appena dopo l'inaugurazione dell'Accademia dell'Arcadia tre anni dopo la morte di Cristina di Svezia. Viene ripercorsa tutta la vita della Basilissa, con particolare attenzione al periodo Romano.
Scena Seconda: RIFLESSIONI
Roma, anno 1675. Il Cardinal Decio Azzolini, ha ricevuto in casa sua Cristina. Lei indossa una divisa da Generale, è molto agitata e non riesce a contenersi. Cammina nervosamente per la stanza mentre Azzolini sta versando del liquore nei bicchieri.
CRISTINA: (Aggressiva) Finché a Roma i Papi continueranno a farsi sopraffare dalla Francia e dalla Spagna, in special modo da Luigi XIV, caro mio Monsignor Azzolini …
AZZOLINI: (Col sorriso sul volto, offre a Cristina del liquore) Bevi qualcosa di forte così ti calmi un po'. Sei troppo irrequieta! (Versa lo stesso liquore in un altro bicchiere per se) Su, beviamo insieme, figliola cara!
CRISTINA: Non chiamarmi "figliola cara"! (Beve tutto d’un fiato e poggia il bicchiere su un piano)
AZZOLINI: Va bene, Cristina. (Beve e lascia il bicchiere accanto a quello di Cristina)
CRISTINA: Non ho bisogno d'un padre, io! Io ho già avuto un padre!
AZZOLINI: Tu hai soltanto bisogno di rilassarti un po'. Dovresti essere più tranquilla. Non foss'altro quest'anno potresti farlo come "fioretto" dedicato al Santo Padre, considerando che si sta celebrando il quindicesimo Giubileo.
CRISTINA: Ma è di te che io sono innamorata!
AZZOLINI: Te lo ripeto ancora una volta. Io posso esserti soltanto amico!
CRISTINA: E a me non basta che tu mi sia amico!
AZZOLINI: E invece dovrà bastarti! Il rapporto tra te e me, in quanto alla mia "autorità", deve essere come quello tra te e il Signore Iddio. Se poi pensi ancora come i protestanti, secondo i quali la Grazia può unire l'uomo a Dio o l'uomo all'autorità, allora sappi che con me non c'è neanche "Grazia che tenga", perché io non vorrò mai. Quindi vediamo di finirla una buona volta con questa storia!
CRISTINA: Per tua opportuna conoscenza, sappi allora che secondo i protestanti, le azioni, le esperienze e le opere, non possono far nulla per ottenere questa Grazia, perché la Grazia è un dono che può concedere soltanto il Signore a sua discrezione. Per cui io, che non ho ottenuto questo dono, non avrei alcuna speranza con te. Vedi, anche questo è uno dei motivi che mi ha indotto ad abiurare al protestantesimo.
AZZOLINI: Bene.
CRISTINA: Oggi che sono cattolica; allora voglio confidare nel credo cattolico, secondo il quale Dio predisporrebbe i mezzi perché gli uomini possano usufruire di questa Grazia, mezzi come la natura, la storia, la perseveranza, la fiducia.
AZZOLINI: Con me, come avrai notato finora questi mezzi, con tutte le loro seduzioni, non hanno avuto nessuna efficacia. Quindi tu speri in un Miracolo, ancor più che in una Grazia!
CRISTINA: Non credere che io sia una di quelle donne che cede così facilmente! Stai certo che continuerò a sedurti e a provocarti finché non cederai. (Sorride)
AZZOLINI: (Abbraccia Cristina) Creatura felina, irrefrenabile! Devo riconoscere che i tuoi artigli alla fine riescono comunque a graffiarmi.
CRISTINA: Vedi!
AZZOLINI: Sei proprio un animale tu! Istintivo, aggressivo, un po' come gli artisti del nostro secolo, con la loro pittura di genere, realistica, violenta, a cominciare da Caravaggio, fino a Salvator Rosa e a Rembrandt.
CRISTINA: Evviva la faccia di certi personaggi, altrimenti sai che noia la vita. Evviva Luigi Bernini (1)!
AZZOLINI: Evviva anche Donna Olimpia, la Pimpaccia, allora!
CRISTINA: Perché no! Anche a me in Svezia mi definiscono brutta, mascolina e prepotente. Quasi una strega come Olimpia Maidalchini Pamphilj (2). Per i romani, invece, che sono un popolo intelligente e vivace, io, a differenza di lei, rappresento per loro una specie di dono del Cielo. Particolarmente per la Chiesa di Roma, aggiungo io, che con la mia conversione dal Protestantesimo al Cattolicesimo, ho riempito di orgoglio il papato.
AZZOLINI: Certo! Perché, bisogna riconoscertelo, tu hai saputo valorizzare e aggregare intorno a te ogni fermento culturale di questa città. Però ciò non toglie che tu possa apparire a taluni, trasgressiva e violenta.
CRISTINA: Io amo, senza filtri, ogni forma di impegno umano: dalla scienza, all'arte, al teatro. Riconosco subito il talento, la genialità o la creatività nella gente. Non a caso ho voluto istituire l'Accademia Reale.
AZZOLINI: Una che ha sempre amato il protagonismo come te, fin dalla prima comparsa in questo mondo (3), certo non poteva che vivere così.
CRISTINA : (Ride) Sai anche tu della storia della mia nascita?
AZZOLINI: Certo. Sei nata coperta di peli, tanto da riuscire ad ingannare tutti circa la natura del tuo sesso. Tuo padre , anche lui, in un primo momento ti ha creduto un maschio.
CRISTINA : (Ride) Disse: "Sarà una persona in gamba, visto che ci ha ingannati tutti così bene!" Che dolce che era mio padre! Povero il mio vecchio Re, Gustavo Adolfo!
AZZOLINI: Tua madre com'era invece?
CRISTINA: Mia madre! Com'era mia madre!? Una sciocca e isterica prussiana. Una pazza che, per dirne una, dopo la morte di mio padre, conservava in una teca, dentro la sua camera da letto, il cuore imbalsamato di suo marito.
AZZOLINI: Che orrore!
CRISTINA: Però quella donna m'ha fatto studiare l'ebraico, il greco e il latino. E anche il francese, il tedesco lo spagnolo e l'italiano. Quella stessa donna m'ha insegnato a cavalcare, m'ha permesso dì imparare l'uso delle armi. E poi è grazie a lei se mi sono incontrata col Cardinale Fabio Chigi, colui che poi diventerà Papa Alessandro VII.
AZZOLINI: Chissà che anche tu non abbia preso un po' da tua madre in quanto a follia! Se penso con che crudeltà sei stata capace di far giustiziare quel povero tuo amante Giovanni Monaldeschi!
CRISTINA: (Eludendo, tocca il petto di Azzolini) Ti desidero follemente! Adesso. Qui. Subito.
AZZOLINI: Ma sei impazzita! Cominci a preoccuparmi!
CRISTINA: Qualsiasi donna impazzirebbe davanti a questa tua straordinaria avvenenza fisica. (Accarezza il volto di Azzolini con tutte e due le mani contemporaneamente e tenta di baciarlo)
AZZOLINI: (Visibilmente in imbarazzo, stacca le mani di Cristina dal suo volto e s'allontana) Eppure tu non disdegni di esibire al tuo fianco bellezze del calibro della tua Ebba Sparre!
CRISTINA: Ma questo che centra?
AZZOLINI: Da quando ti trasferisti da Palazzo Farnese a Palazzo Riario alla Lungara per dar corso alla tua ultima passione, il teatro, speravo che ti saresti acquietata, invece…
CRISTINA: Sì, l'aver fondato insieme all'Acciaioli il teatro di Tordinona fu una buona idea, adesso però voglio diventare anche impresario teatrale.
AZZOLINI: Ci voleva anche questa! Poveri attori!
CRISTINA: Guarda che io ho già favorito quello spiantato di Giacomo D'Alibert.
AZZOLINI: Con i dodicimila scudi annui che Papa Clemente IX ti ha concesso come vitalizio!
CRISTINA: Adesso sei cattivo! Me ne vado. E, se vuoi saperlo, proprio da Ebba Sparre. (Fa per uscire, ma poi si ferma come se avvertisse qualcosa)
AZZOLINI: (Osserva Cristina dalla testa ai piedi, come se la vedesse conciata in quel modo per la prima volta) Perché non ti togli di dosso quella ridicola divisa da generale? Possibile che tu debba indossare sempre quell'abbigliamento da maschio!
CRISTINA: Quest'abbigliamento l'ho indossato durante il viaggio attraverso la Danimarca e la Germania, non vedo perché non possa portarlo qui a Roma! Posso capire che si scandalizzino il Papa quando mi riceve in Quirinale o i tuoi fratelli preti, quando mi vedono arrivare che cavalco come un uomo, vestita con un corsetto e un paio di braghe, ma tu… (Esce adirata)
AZZOLINI: Il Santo Padre so che tollera tutto di te invece. Direi ti vizia come una nipotina capricciosa. Viene perfino a farti vista in casa.
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(1) Il 27/12/1670 GIAN LORENZO BERNINI trova subito un’alleata in CRISTINA DI SVEZIA quando suo fratello LUIGI di 58 anni dev’essere processato per aver colpito e danneggiato la statua di Costantino pochi giorni dopo l’inaugurazione, eretta in San Pietro, con un gesto di libidine e di violenza insieme. (Valentino Martinelli, Le Sculture per gli Altieri, Commentari, De Luca, Roma 1959, fasc. 4, pp. 204-227, pag. 209)
(2) DONNA OLIMPIA MAIDALCHINI PAMPHILI (Viterbo 26/5/1592 – San Martino al Cimino 26/9/1657) detta, dal popolo romano, LA PIMPACCIA.
(3) Alla sua nascita, suo padre l’aveva scambiata per un maschio, per quanto era pelosa.

LINK DI FILM O DOCUMENTARI RELATIVI AL PERSONAGGIO O AL PERIODO DI CRISTINA DI SVEZIA:

"Tutte le mattine del mondo- Sieur De Saint Colombe", film

domenica 12 giugno 2011

GEORGES COURTELINE: TESTO TEATRALE, RAPPRRESENTAZIONI, WORK-IN-PROGRESS



“GEORGES COURTELINE" è un Testo Teatrale scritto in lingua italiana da Alberto Macchi a Roma nel 1990. Inedito.


DALL'IDEA, AL TESTO, ALLE RAPPRESENTAZIONI:


Anno 1990
-Dopo aver assistito a teatro, sia a Roma che a Parigi, in versione italiana e in versione francese ad alcuni lavori di Georges Courteline (Tours 25/6/1858 – Parigi 25/6/1929), Alberto Macchi decide di metterne in scena "Gros Chagrins" ovvero "Dolori grossi", una breve pièce, con gli allievi del suo laboratorio teatrale.
Anno 1995
- Alberto Macchi porta lo spettacolo al Teatro al Ristorante di "Piazza Morgan" a Roma, in una forma particolarmente originale. Interpreti Monica Sallese e Alessandro Fabbri.
Anno 1996
- Con il titolo "Grossi Dipiaceri" va in scena a Roma con la Compagnia della Vallicella, al Teatro "Sala Ovale" presso la Chiesa Nuova. Interpreti Francesca De Santis e Francesca Ottavi
Anno 2012
- Iniziate le prove al Teatro della "Vistula University" dello spettacolo "Dolori Grossi" con Adriana Calovini e Orietta Lombardi.
- Riprese le prove di "Dolori Grossi" con Adriana Calovini e Elena Castaldi (in sostituzione di Orietta Lombardi).

Foto prove "Dolori Grossi" con Adriana Calovini e Elena Castaldi.
- "Dolori Grossi" va in scena a "Casa Italia" in Varsavia, con la Compagnia "Esperiente": Interpreti: Adriana Calovini e Elena Castaldi. Hanno preceduto questo Vaudeville due momenti introduttivi: il primo "una Performance Musicale" con Francesco Chiarini e la sua chitarra, il secondo "una Situation Comedy", improvvisazione con Stelio Vitale, Silvana Giusti e Domenico Rizzo. Presenti tra il pubblico alcuni personaggi illustri, tra i quali Andrea Anastasi. Video dello spettacolo: http://www.youtube.com/watch?v=UQLo8cHoZWI










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La Compagnia Teatrale "Esperiente" di Varsavia
in
“Dolori grossi”
di Georges Courteline
con Adriana Calovini e Elena Castaldi
Regia di Alberto Macchi
NOTA DI REGIA
Questo vaudeville rappresenta un dialogo tra due donne di una frivolezza sfrenata, una pièce caratteristica di Georges Courteline, una bonaria satira della società piccolo-borghese dell’epoca con trovate originali che ne rafforzano la comicità, un teatro questo che mentre diverte, porta a riflettere, un atto unico che ai suoi tempi si recitava, fra amici, nelle boîtes di Montmartre a Parigi: un divertissement intelligente, insomma, che quest'oggi, gentili spettatori, crediamo, vi intratterrà piacevolmente e vi divertirà così come ha divertito noi che l’abbiamo allestito.
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- Anno 2013
- Spettacolo "Dolori Grossi" di Georges Courteline al Teatro della Galleria "Freta" di Varsavia, l'8 marzo in occasione della "Festa della Donna". Interpreti Adriana Calovini e Elena Castaldi.

Foto di scena
I "DOLORI GROSSI" DI COURTELINE A VARSAVIA CON LA COMPAGNIA TEATRALE "ESPERIENTE" E L'ASSOCIAZIONE ITALIANI IN POLONIA
Venerdì 08 Marzo 2013 11:53
VARSAVIA\ nflash\ - Questa sera, venerdì 8 marzo, in occasione della "Festa della Donna", alla Galleria "Freta" di Varsavia, nel centro storico della città, ci sarà un incontro con la compagnia teatrale "Esperiente" organizzato dall'associaizone Italianoi in Polonia. L'evento, ingresso libero, avrà inizio alle ore 19 con il momento muscale "Enzo Saccomani e la sua chitarra". Seguirà la performance "L’ali d’Amore", rime anacreontiche di Irène Duclos Parenti, con testo in lingua italiana letto da Barbara Molteni e l'introduzione di Angela Sostys. Infine alle 19.40 la compagnia metterà in scena "Dolori grossi" di Georges Courteline, vaudeville in lingua italiana con Adriana Calovini ed Elena Castaldi, per la regia di Alberto Macchi. (nflash)
(http://www.aise.it/home/notiziario-flash/138707-i-qdolori-grossiq-di-courteline-a-varsavia-con-la-compagnia-teatrale-qesperienteq-e-lassociazione-italiani-in-polonia.html)

Italiani in Polonia per la Festa della Donna
di Serena Lastoria
Per la "Festa della Donna", la Compagnia teatrale “Esperiente” organizza spettacoli dalle ore 19:00 alle 20:00 presso la galleria Freta di Varsavia
"08 marca "Dzień Kobiet". Spotkania teatralnej “Esperiente”: Pokazy w języku włoskim i polskim od godz. 19 do 20, Galerii Freta Warszawy
(UMDI UNMONDODITALIANI) Oggi, in occasione della "Festa della Donna", la Compagnia teatrale “Esperiente” organizza spettacoli dalle 19 alle 20 presso la Galleria "Freta" (via Freta 39, nel centro storico di Varsavia). L’ingresso è libero. Alle 19:00, Momento musicale con "Enzo Saccomani e la sua chitarra". Alle ore 19:20 Intrattenimento con “L’ali d’Amore”, rime anacreontiche di Irène Duclos Parenti, Testo in lingua italiana letto da Barbara Molteni. Introduzione di Angela Sołtys. Alle 19:40 "Dolori grossi" di Georges Courteline Vaudeville in lingua italiana con Adriana Calovini ed Elena Castaldi, regia di Alberto Macchi. Questo vaudeville è un dialogo tra due donne di sfrenata frivolezza, una pièce di Georges Courteline, una bonaria satira della società medio-borghese del tempo.
Piątek "08 marca "Dzień Kobiet", Spotkania Grupy teatralnej “Esperiente". Pokazy w języku włoskim i polskim od godz. 19 do 20. Wstęp otwarty dla wszystkich. W Galerii "Freta" (ul. Freta 39 w historycznym centrum Warszawy), .Godz. 19:00 Muzyka "Enzo i jego gitara". Godz. 19:20 Performances: “L’ali d’Amore”. Godz. 19:40 "Duży bólaczki" Georges Courteline Wodewil w języku polskim z Adriana Calovini i Elena Castaldi Rezyseria Alberto Macchi. Nota Rezysera: To wodewil to dialog dwóch kobiet z nieokiełznaną frywolności, teatr Jerzego Courteline, dobroduszny satyra mieszczańskiego społeczeństwa czasu.
(http://www.unmondoditaliani.com/italiani-in-polonia-per-la-festa-della-donna.htm)
- Anno 2014
- Spettacolo "Dolori Grossi" di Georges Courteline al Caffé-Teatro Klubokawiarnia Mam Ochote di Varsavia, con Adriana Calovini e Lucia Pascale.
E se Fernando, marito di Gabriella, fosse l’amante di Carolina?
DOLORI GROSSI: Questo “Vaudeville” rappresenta un dialogo tra due donne di una frivolezza sfrenata, una pièce caratteristica di Georges Courteline, una bonaria satira della società piccolo-borghese dell’epoca con trovate originali che ne rafforzano la comicità, un teatro questo che mentre diverte, porta a riflettere, un atto unico che cento anni fa si recitava, fra amici, nelle boîtes di Montmartre a Parigi: un divertissement intelligente, insomma, che quest'oggi, gentili spettatori, crediamo, vi intratterrà piacevolmente e vi divertirà così come ha divertito noi che l’abbiamo allestito. 

GiulianovaNews

Varsavia. Pièces teatrali 

(“Dolori Grossi” di Georges Courteline e “Mestiere di Osso” di Alberto Macchi)


Le cose da vedere a Varsavia sono sempre tante, e tra fontane, musei, edifici storici, per Giovedì 20 Novembre La Compagnia di Alberto Macchi propone una serata in allegria!due pièces teatrali, davvero divertenti, per farsi Ben due risate in compagnia, degustando una tortilla o un'insalata, accompagnate da un' ottima birra polacca :-) Saranno in scena in "Dolori Grossi" di Georges Courteline, le magnifiche Adriana Calovini nel ruolo di Gabriella e Lucia Pascale nei panni di Carolina. Per la <lettura drammatizzata d’una lettera> in "Mestiere di Osso" di Alberto Macchi, ecco il folto gruppo di personaggi, interpretati da: Tomek - Tommaso Biernat Benedetto, Segretaria - Grażyna Biernat Benedetto, Marek - Domenico Rizzo, Medico - Saverio Fabbri, Veterinario - Pietro Basso. (Paola Pesoli)


Direttore: Enzo Fasoli
lunedì 17 novembre 2014
Il 20 novembre a Varsavia
una serata straordinaria di arte e gastronomia
"STASERA CHE SERATA!" 

Al Caffè Teatro di Varsavia

Martedì 18 Nov. 2'14

VARSAVIA\ aise\ - Andrà in scena giovedì 20 novembre, dalle ore 19, al Caffè-Teatro di Varsavia lo spettacolo "Stasera che serata!", diretto dal drammaturgo e regista teatrale Alberto Macchi.
In programma due simpatiche pièces teatrali, "Dolori Grossi" di Georges Courteline e "Mestiere di Osso" dello stesso Macchi, romano di nascita, ma ormai da anni in Polonia.
Il primo, spiega il regista, è un "vaudeville" e "rappresenta un dialogo tra due donne di una frivolezza sfrenata, una pièce caratteristica di Georges Courteline, una bonaria satira della società piccolo-borghese dell’epoca con trovate originali che ne rafforzano la comicità, un teatro questo che mentre diverte, porta a riflettere, un atto unico che cento anni fa si recitava, fra amici, nelle boîtes di Montmartre a Parigi: un divertissement intelligente, insomma, che quest'oggi, gentili spettatori, crediamo, vi intratterrà piacevolmente e vi divertirà così come ha divertito noi che l’abbiamo allestito". Sul palco nel panni di Gabriella ci sarà Adriana Calovini e in quelli di Carolina Lucia Pascale.
Quanto all’altro spettacolo, "Mestiere di Osso", si tratta, spiega sempre Macchi, di una "lettura drammatizzata d’una lettera" che "ricalcherebbe, a detta di qualcuno, un genere di teatro real-fantastico, grottesco, surreale, assurdo, metafisico che ricorda quello di Karl Valentin, di Becket, di Jonesco, di Stefano Benni, di Adamov, e magari anche di Mrozek. Io posso dichiarare soltanto che tale spettacolo è stato da me scritto e allestito per divertire e commuovere nello stesso tempo, per far riflettere su certe condizioni umane… ed esso è strutturato in modo tale da poter essere rappresentato sia in teatri tradizionali che in spazi non convenzionali". In scena stavolta Tommaso Biernat Benedetto nei panni di Tomek, Grazyna Biernat Benedetto in quelli della segretaria, Domenico Rizzo di Marek, Saverio Fabbri del medico e Pietro Basso in quelli del veterinario. (aise) (Da: http://www.aise.it/cultura/la-cultura-del-martedi/188655-qstasera-che-serataq-al-caffe-teatro-di-varsavia.html)

 IL CONSOLE
Scritto da  AISE

Martedì 18 Novembre 2014 18:47
VARSAVIA\ nflash\ - Andrà in scena giovedì 20 novembre, dalle ore 19, al Caffè-Teatro di Varsavia lo spettacolo "Stasera che serata!", diretto dal drammaturgo e regista teatrale Alberto Macchi. In programma due simpatiche pièces teatrali, "Dolori Grossi" di Georges Courteline e "Mestiere di Osso" dello stesso Macchi, romano di nascita, ma ormai da anni in Polonia. (nflash) Tratto da: http://www.consolato.cc/consolato/component/k2/item/2641-stasera-che-serata-al-caffe-teatro-di-varsavia

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Varsavia, teatro al Mam Ochote degli italiani in Polonia

di Dalna Gualtieri

Due simpatiche Pièces teatrali per raccontare un 

pezzo della società piccolo-borghese, che divertono, 

ma fanno riflettere sulla condizione umana. 

Al teatro Mam Ochote di Varsavia.


(ITM – UNMONDODITALIANI) Grandi appuntamenti con due spettacoli teatrali: Adriana, Lucia, Tommaso, Grażyna, Domenico, Saverio e Alberto saranno lieti di accogliervi e di intrattenervi con due simpatiche Pièces teatrali ("Dolori Grossi" di Georges Courteline e "Mestiere di Osso" di Alberto Macchi) e - tra una birra, un caffè, una tortilla o un'insalata - con Divertissements improvvisati e Situation comedies.
L’appuntamento è per giovedì 20 novembre 2014, dalle ore 19,00 al Caffè-Teatro Mam Ochote ul. Grójecka 75, Warszawa.
Note del Regista Alberto Macchi:
DOLORI GROSSI: Questo “Vaudeville” rappresenta un dialogo tra due donne di una frivolezza sfrenata, una pièce caratteristica di Georges Courteline, una bonaria satira della società piccolo-borghese dell’epoca con trovate originali che ne rafforzano la comicità, un teatro questo che mentre diverte, porta a riflettere, un atto unico che cento anni fa si recitava, fra amici, nelle boîtes di Montmartre a Parigi: un divertissement intelligente, insomma, che quest'oggi, gentili spettatori, crediamo, vi intratterrà piacevolmente e vi divertirà così come ha divertito noi che l’abbiamo allestito. Personaggi e interpreti: Gabriella - Adriana Calovini e Carolina – Lucia Pascale.


                     In camerino

                               Annuncio dello spettacolo
Le attrici Adriana Calovini e Lucia Pascale in scena
Lettura di passi del Libro 'Geografie' di e con Giovanni Catelli
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- Anno 2017
- Spettacolo "Dolori Grossi" di Georges Courteline al Teatro "Galeria Freta" di Varsavia, con Monika Pawłowska-Pastuszak e Lucia Pascale, in seno alla Serata Divertissement, dedicata alla Festa della donna, con Enrico Buscema, Artem Manuilov, Lucia Pascale, Natalia Skoworodko, Anna Nurzyńska-Dziemska, Angela Sołtys, Monica Biniek, Enzo Saccomani.

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DIVERTISSEMENT: PROGRAMMA E NOTA DI REGIA

Mercoledì 8 Marzo 2017, in occasione della "Festa della Donna", il Grupa Teatralna “Stowarszyszenie Italiani in Polonia”, alle ore 19:00, va in scena presso la Galleria "Freta" (via Freta 39, nel centro storico di Varsavia) con i seguenti spettacoli:
.01 - Introduzione e conduzione di Enrico Buscema sia in lingua italiana che in lingua polacca.
.02 - Intervento in italiano di Alberto Macchi su La Giornata Internazionale della Donna e i 108 anni dalla sua nascita.
.03 - Intrattenimento musicale - primo momento di canzoni con Enzo Saccomani e la sua chitarra.
.04 - Kolacja - Scena teatrale grottesca in lingua polacca con Artem Manuilov, Lucia Pascale e Natalia Skoworodko.
.05 - Intrattenimento musicale - secondo momento di canzoni con Enzo Saccomani e la sua chitarra.
.06 - Na pysznego uciekającego - Versi in lingua polacca, di Elżbieta Kowalska Drużbacka poetessa del XVIII sec., declamati da Anna Nurzyńska-Dziemska.
.07 - L’Ali d’Amore - Rime in lingua italiana di Irène Duclos Parenti, poetessa arcade del XVIII secolo, declamati da Angela Sołtys.
.08 – Dolori grossi – Pièce teatrale vaudeville in lingua italiana con Monika Pawłowska-Pastuszak e Lucia Pascale.
.09 – Cagliostro e le Donne – Scena teatrale storica in italiano e in polacco, con Enrico Buscema e Monika Biniek.
.10 – Distribuzione di fiori e auguri alle donne presenti in sala.

“Vaudeville” - termine che sembra derivare dall'espressione “Voix de ville”, ossia "Voce della città", è un genere teatrale sorto in Francia alla fine de XVIII secolo che si è affermato in Europa e negli Stati Uniti d’America, in particolar modo a cavallo tra il XIX e XX secolo. È un teatro che fa l’eco alle voci che provengono dall’interno delle case nelle città e ci racconta di tradimenti, di equivoci, di sentimenti non espressi, il tutto in una chiave atta a farci sorridere, con l’aggiunta, inoltre, d’un motivetto orecchiabile che ci infonda allegria. Elementi caratteristici di questo genere teatrale sono il brio, la frivolezza, la simpatia, la satira, la sottile ironia. Quindi forse non rideremo, ma certamente sorrideremo. Noi, quest’anno, come abbiamo fatto lo scorso anno sempre in occasione della Festa della Donna, vi riproponiamo questo genere di teatro, per trascorrere, anche stavolta, un paio d’ore divertenti insieme a voi che ci seguite con tanto entusiasmo, ormai da oltre sette anni.
Buon divertimento,
Alberto Macchi




DIVERTISSEMENT: PROGRAM I NOTA REŻYSERA


Środa 08 marca "Dzień Kobiet", Spotkanie Grupy teatralnej “Stowarszyszenie Italiani in Polonia". Pokazy w języku włoskim i polskim o godz. 19:00, w Galerii "Freta" (ul. Freta 39 w historycznym centrum Warszawy – Nowe Miasto).

.- Enrico Buscema  -konferansjer - zabawia gości i wręcza paniom kwiaty.
.- Koncert gitarowy w wykonaniu Enza Saccomaniego.
.- “Na pysznego Narcyza uciekającego od miłości nimfy Echo nazwanej” i “L’ali d’Amore” – recytacja poezji z XVIII wieku w języku polskim i włoskim w wykonaniu Anny Nurzyńskiej-Dziemskiej i Angeli Sołtys.
.- "Duże bolączki", wodewil Georges’a Courteline’a w języku włoskim z udziałem Moniki Pawłowskiej-Pastuszak i Lucia Pascale. Jest to dialog dwóch frywolnych kobiet, będący zarazem dobroduszną satyrą mieszczańskiego społeczeństwa okresu “belle époque”.
.- “Kolacja”, scenka teatralna w języku polskim z udziałem Artema Manuilova, Lucii Pascale i Natalii Skoworodko.
“Cagliostro i kobiety”, scenka teatralna w języku włoskim i polskim z udziałem Enrica Buscemy i Moniki Biniek.


“Wodewil” – termin pochodzący od francuskiego „Voix de ville” czyli „Głos miasta” - jest widowiskiem teatralnym powstałym we Francji pod koniec XVIII wieku, które na przełomie XIX i XX wieku zdobyło ogromną popularność w Europie i Stanach Zjednoczonych. Jest to teatr, w którym jak echem odbija się gwar rozmów dochodzących z mieszczańskich domów, opowiadający o zdradach, nieporozumieniach, nie wyrażonych uczuciach, a jego celem jest rozbawić publiczność, między innymi dzięki utworom muzycznym łatwo wpadającym w ucho i wprowadzającym w wesoły nastrój. Do charakterystycznych cech tego teatru należy werwa, swoboda, sympatia, satyra, oraz subtelna ironia. Nasza publiczność już od pięciu lat z wielkim entuzjazmem obserwuje nasz rozwój. Także i w tym roku, podobnie jak w ubiegłym, z okazji Dnia Kobiet mamy zaszczyt zaprezentować Państwu tę formę teatru i zaprosić do spędzenia z nami kilku wesołych godzin.

Miłej zabawy,
Alberto Macchi
  

Si ringraziano / Podziękowania dla






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Teatr Galerii Freta

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GALLERIA FOTO DI SCENA









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0.123 - 21.11.14
0.600 - 15.11.16